Maggio 17, 2026 - 0 Commenti
I nuovi vignaioli naturali aggiunti su Raisin – Maggio 2026
Dai pendii alpini della Savoia ai suoli vulcanici del Lazio, una nuova generazione di vignaioli naturali entra nella mappa di Raisin. Francia, Italia, Catalogna, Austria o California: questi produttori condividono una stessa visione del vino vivo, tra agricoltura biologica, fermentazioni spontanee, suoli vivi e interventi minimi in cantina.
Ecco i nuovi produttori di vino naturale aggiunti su Raisin questo mese: progetti artigianali che esplorano vitigni locali, affinamenti precisi ed espressioni singolari dei loro territori.
🍇 Scopri tutti i vignaioli naturali su Raisin.
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Skomina Azienda Agricola

Nella Vallagarina, in Trentino-Alto Adige, Alessia Skomina produce vini artigianali pieni di energia, profondamente legati al paesaggio alpino del nord Italia. Lavorando varietà come Marzemino, Enantio e Traminer Aromatico, il progetto si muove tra pét-nat vibranti, rosati materici e vini macerati aromatici, sempre guidati da una filosofia a basso intervento e da un forte senso di identità territoriale.
Charlotte Sonjon

Tra Brison-Saint-Innocent e Ruffieux, in Savoia, Charlotte Sonjon coltiva quattro ettari di vigne in collina con un approccio profondamente manuale e contadino. Fermentazioni spontanee, lunghi affinamenti sulle fecce e uso minimo di solforosa definiscono una gamma di vini di montagna precisi e vibranti, prodotti da Jacquère, Altesse, Mondeuse, Gamay e Pinot Noir, capaci di riflettere i suoli calcarei e la freschezza lacustre della regione.
Ostalad'OC

Eva Lacoude ha fondato Ostalad'OC nel 2018, recuperando insieme al padre vecchi vigneti abbandonati nel sud-ovest della Francia. Coltivando in biologico e vinificando senza additivi, lavora suoli vivi, fermentazioni spontanee e varietà dimenticate come Valdiguié, Prunelart e Fer Servadou, dando vita a vini intimamente legati al paesaggio e alla storia dell’Occitania.
Domaine du Haut des Champs

Nei Vosgi, Jacques Bentz reinterpreta la viticoltura di clima fresco attraverso un progetto che combina varietà ibride post-fillossera, impianti ad alta densità e pratiche rigenerative. Dopo anni di esperienza come enologo in diverse regioni francesi, è tornato a casa per creare un domaine dove i suini pascolano tra le vigne, le fermentazioni sono spontanee e sia i vini di proprietà sia le cuvée di négoce riflettono una visione radicale e orientata al futuro del vino naturale nell’est della Francia.
Almari Cantina Urbana

Fondata da Alessandra Nicolai, Riccardo Buroni e Mauro Clementi, Almari Cantina Urbana riporta la vinificazione nel centro storico di Montefiascone, sui suoli vulcanici del lago di Bolsena. Il progetto lavora con interventi minimi in cantina, fermentazioni spontanee, affinamenti in cemento e tini neutri, producendo vini vivi ed energici da varietà locali del Lazio insieme a uve come Merlot e Sangiovese.
Schöfmann & Schöfmann

Anna e Laurenz Schöfmann lavorano su due terroir distinti della Bassa Austria, tra i suoli granitici attorno a Retz e quelli sabbioso-calcarei di Haugsdorf. Il loro progetto familiare, condotto in biologico, unisce biodiversità in vigna e vinificazione naturale, producendo Grüner Veltliner, Blaufränkisch e Zweigelt dal profilo fresco, teso e territoriale.
Fratelli Pagani

Luigi e Alessandro Pagani rappresentano una nuova generazione di produttori italiani che uniscono agricoltura rispettosa e vinificazione a basso intervento. I loro vini privilegiano chiarezza, freschezza e bevibilità, mantenendo un forte legame con le varietà locali e le tradizioni agricole.
SolyKid

Il progetto SolyKid di Aymeric Velluz riflette un approccio giocoso ma preciso al vino naturale contemporaneo francese. Al centro ci sono purezza del frutto, bevibilità e vinificazioni leggere, con vini pensati per essere immediati, freschi e dinamici.
Matteo Machefer

Matteo Machefer appartiene alla nuova generazione di vignaioli naturali francesi che lavorano in biologico con fermentazioni spontanee e interventi minimi in cantina. I suoi vini puntano su energia, equilibrio e trasparenza espressiva, lasciando emergere il carattere del vigneto.
La Fita

Con La Fita, Martí Torrallardona Raventós esplora una visione contemporanea del vino naturale catalano, basata su varietà mediterranee e una viticoltura sensibile. I vini combinano freschezza salina, acidità vibrante e vinificazioni leggere, esprimendo il carattere del territorio e dei suoli calcarei.
Tinto Amorio

Con Tinto Amorio, Anish Patel lavora con uve biologiche della California per creare vini naturali vibranti e immediati. Provenendo da diverse zone tra Mendocino, Monterey e Paso Robles, il progetto si muove nel mondo del négoce californiano contemporaneo, privilegiando bevibilità, energia ed espressione del frutto.
Domaine des Ayards

Étienne Bourel sviluppa il Domaine des Ayards con un approccio riflessivo alla viticoltura naturale, basato su lavoro attento in vigna e affinamenti pazienti. I suoi vini uniscono freschezza, struttura ed equilibrio, mantenendo una forte bevibilità.
Domaine des Horizons

Martin Joubert costruisce il Domaine des Horizons attorno a suoli vivi, fermentazioni spontanee e un’espressione precisa della freschezza atlantica. I vini sono tesi, puri e profondamente legati al territorio.
Terra Vitae

Il progetto Terra Vitae di Elena Breghi e Matteo Pelanda è radicato in una visione rigenerativa del vino naturale italiano. Lavorano in biologico con vinificazioni a basso intervento, producendo vini puri, vitali ed eleganti che riflettono sia il paesaggio agricolo sia la collaborazione tra i due vignaioli.
Celler Nessu

Maitane e Jesús Blanco Molera, con Celler Nessu, esplorano una lettura mediterranea del vino naturale catalano. Il progetto valorizza viticoltura sensibile, varietà locali e vinificazioni minime, producendo vini salini, freschi ed energetici.
Étienne Bourel

Inizia a vinificare nel 2024 con la certificazione Nature & Progrès, Étienne Bourel coltiva due ettari di Braucol con un approccio riflessivo e a basso intervento, basato sulla sperimentazione e sull’apprendimento. I trattamenti in vigna sono ridotti al minimo indispensabile, con grande attenzione ai suoli vivi, alla biodiversità e a pratiche agricole delicate. In cantina non viene aggiunto nulla e non si interviene oltre la pressatura e i travasi — niente filtrazione, nessun controllo della temperatura, nessun additivo — permettendo ai vini di evolversi nel modo più libero e trasparente possibile.
