Maggio 11, 2026 - 0 Commenti
Teruar 2026: l’appuntamento chiave del vino naturale in Sicilia?
Dieci anni fa, Scicli non era un posto conosciuto per il vino. Oggi, invece, questa piccola città barocca del sud-est siciliano si sta affermando come uno degli epicentri più sorprendenti della cultura del vino naturale sull’isola. Al centro di questa trasformazione c’è Teruar – Fiera del Vino Etico, che nel 2026 torna a confermarsi tra gli appuntamenti più interessanti dedicati ai vignaioli artigiani.
Una città riscritta da chi ha scelto di tornare
Negli ultimi dieci anni, Scicli ha vissuto una silenziosa rinascita culturale guidata da una generazione di giovani rientrati dopo aver studiato e lavorato altrove. I loro progetti, come ristoranti, vinerie e spazi dedicati all’ospitalità, hanno ridefinito l’identità della città.
Il vino è diventato un naturale punto d’incontro. A partire dalla metà degli anni 2010, i locali hanno iniziato a costruire carte dei vini incentrate su piccoli produttori indipendenti, seguendo una più ampia tendenza europea verso vini naturali e a basso intervento. Quella che era iniziata come curiosità si è rapidamente trasformata in un linguaggio condiviso.

L’idea alla base di Teruar
Scicli si colloca tra due storici territori del vino, Vittoria e Noto. Eppure, a differenza delle aree circostanti, nel tempo ha visto scomparire gran parte del proprio paesaggio viticolo, sacrificato all’agricoltura intensiva.
È proprio da questa tensione che nasce Teruar: un luogo intimamente legato alla cultura del vino, ma a lungo rimasto ai margini della sua produzione.
Fondata nel 2016 dall’associazione Arsura – Sete Etica, la fiera prende il nome da una reinterpretazione siciliana del concetto di “terroir” e mette al centro il vignaiolo, inteso come figura capace di incarnare una relazione viva tra terra, pratica agricola ed etica.
Molto più di una fiera del vino
A Scicli, Teruar non è semplicemente degustazione di vini, ma uno spazio di relazioni. Qui l’incontro tra vignaioli e pubblico avviene senza filtri: chi produce il vino è presente, lo racconta, lo versa, lo mette in discussione insieme a chi lo beve.
L’assaggio è solo il punto di partenza. Intorno al vino si costruisce un programma che intreccia cucina, cinema, arte e momenti di confronto, dando forma a un festival che riflette una visione contemporanea della cultura rurale: viva, dinamica, in dialogo con il presente.
L’idea di fondo è che il vino non è un oggetto da decifrare per pochi, ma un linguaggio accessibile, capace di creare connessioni e comunità.

Un impatto locale duraturo
L’influenza di Teruar è oggi visibile in tutta Scicli. La città conta circa 30 realtà legate all’ospitalità, molte delle quali includono vini naturali nelle loro carte, alcune dedicando la maggior parte della selezione a produttori artigianali.
Un piccolo chiosco nel centro storico propone una selezione sorprendentemente ampia di vini naturali, mentre un’enoteca dedicata ospita centinaia di etichette, con una forte presenza siciliana ed etnea.
Per una città di queste dimensioni, si tratta di una densità eccezionale.
Teruar non ha creato da sola questo movimento, ma ha dato visibilità, struttura e slancio, contribuendo a trasformare Scicli in una delle comunità più attive del vino naturale in Sicilia.
Una comunità in crescita
Fin dalle sue origini, Teruar è cresciuta grazie a una rete di collaborazioni e al sostegno di alcune figure centrali del vino naturale, tra cui la vignaiola siciliana Arianna Occhipinti, insieme ad altri produttori, distributori e realtà che ne hanno rafforzato la credibilità fin dalle prime edizioni.
Oggi la fiera mantiene un equilibrio sempre più consapevole tra nomi consolidati e nuovi progetti emergenti, mettendo spesso a confronto nuovi progetti e cantine già affermate. Questa apertura non è solo una scelta curatoriale, ma riflette un cambiamento più ampio in Sicilia: il ritorno di una nuova generazione all’agricoltura e la progressiva ridefinizione del vino come pratica culturale prima ancora che produttiva.

Verso il futuro: una cultura del vino che si radica nel territorio
Oltre alla fiera, Teruar sta assumendo un ruolo sempre più attivo sul piano educativo, collaborando con scuole locali di ospitalità e agricoltura per avvicinare le nuove generazioni al vino inteso non solo come prodotto, ma come pratica agricola e forma di espressione culturale.
La visione a lungo termine è chiara: contribuire alla normalizzazione di una cultura del vino sostenibile, capace di raccontare il territorio e di fondarsi su relazioni umane autentiche, tra chi produce e chi consuma.
A Scicli, il vino naturale non è più una presenza marginale. E con Teruar 2026, la città continua a rafforzare il proprio ruolo come una delle voci più dinamiche del vino siciliano contemporaneo.
Teruar 2026 – Vignaiole e vignaioli
Sicilia
- 31 Cantari
- Alberia
- Antonio Gerardi
- Arianna Occhipinti
- Armosa
- Biologica Stellino
- Bosco Falconeria
- Calogero Caruana
- Cantina del Malandrino
- Casa Flora
- Controcorrente
- Di Salvo
- Duara
- Enrica Camarda
- Fabio Signorelli
- Frantoio Ruta
- Gaetano Di Carlo
- Gaudioso
- Greco Mirone
- Guglielmo Manenti
- Il Mortellito
- Kalma Wines
- La Selvaggia
- Le Furie
- Longarico
- Manciaciumi
- Manfredi
- Marabino
- Mastro di Baglio
- Meaterra
- Millami
- Nuzzella
- Quantico
- Sallemi
- Sergio Genuardi
- Stanza Terrena
- Sutta a Vigna
- Tenuta la Favola
- Tenuta Rustìca
- Valle del Monastero
- Plasà
- VinB
- Vite ad Ovest
- VNA
Italia (altre regioni)
- Alberto Lot
- Agricola Caprera
- Agricola Q
- Daniele Ricci
- Enoz
- Fabio Elleri
- Giuseppe Gallino
- Mani di Luna
- Marco Merli
- Montetino
- Natalino del Prete
- Orto del Vicino
- Silvio Morando
- Tenuta l’Armonia
- Ultima Pietra
- Zeste
Internazionale
- Butul (Slovenia)
- Coteaux des Girondales (Francia)
- Eric Thill (Francia)
- Vin Metis (Francia)
- Seb Balaj Winery (Albania)
Teruar 2026
🎟️ Biglietti e info: https://www.teruar.com/

