Giugno 16, 2026 - 0 Commenti
Vignaioli naturali da scoprire su Raisin - Giugno 2026
Dai versanti vulcanici dell’Etna ai vigneti urbani di Vienna, dagli altopiani della Serranía de Ronda ai terroir della Franca Contea e della Franconia, la selezione di giugno riunisce vignaioli naturali da scoprire su Raisin.
Provenienti da Spagna, Italia, Francia, Austria e Australia, questi produttori seguono percorsi diversi ma condividono una stessa filosofia: il vino nasce prima di tutto in vigna e prende forma nel rispetto della natura.
Ecco i vignaioli naturali da conoscere questo mese su Raisin: realtà artigianali che valorizzano vitigni autoctoni, affinamenti pazienti e interpretazioni autentiche dei loro terroir.
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Bodega Luisyana - Scott & Leigh Myers

Nella Serranía de Ronda, a Malaga, Scott e Leigh Myers, fratello e sorella originari degli Stati Uniti, hanno trasformato l'azienda di famiglia in un progetto dedicato all’espressione pura del terroir d’altura. Partiti da tre ettari di Syrah con oltre vent’anni di età, hanno recentemente piantato Garnacha Blanca, Garnacha Tinta e Garnacha Gris. Vendemmia manuale, copertura vegetale spontanea e assenza totale di erbicidi e pesticidi caratterizzano il lavoro in vigna. Dall’apertura della nuova cantina nel 2024, i vini vengono prodotti esclusivamente con lieviti indigeni, senza solfiti né chiarifiche: un rosato da salasso e un rosso giovane che esprimono con autenticità il frutto e l’altitudine della DO Sierras de Málaga.
La Sauvagère - Lili & Nico

Nella regione Centre-Val de Loire, Lili e Nico coltivano 4,8 ettari secondo una filosofia di agricoltura biologica conservativa tanto radicale quanto poetica. Agroforestazione, potatura fisiologica, inerbimento permanente, pressature lunghe tra le 48 e le 72 ore e imbottigliamento per gravità: tutto viene fatto a mano, senza solforosa e senza meccanizzazione in cantina. Le viti sono prevalentemente di Cabernet Franc, distribuite tra vecchie parcelle a Véron e sulla riva sinistra della Vienne, a cui si aggiunge una vecchia vigna di Chenin. Attraverso l’attività di négoce sotto l’etichetta La Sauvagère, lavorano occasionalmente anche uve provenienti da altri vignaioli, sempre da vigne con più di sessant’anni.
Lucy Margaux - Anton Van Klopper

Pionieri del vino naturale australiano fin dalla prima vendemmia del 2007, Anton Van Klopper e il suo team producono vini nel South Australia senza alcuna aggiunta chimica: niente solfiti, nessun prodotto di chiarifica e nemmeno detergenti convenzionali in cantina. Le uve provengono sia dai loro vigneti non trattati sia da vigneti biologici di colleghi. I bianchi vengono pressati ad aria compressa, i rossi con pressa verticale, e l’intera vinificazione avviene per gravità. Un lavoro artigianale rigoroso, i cui ultimi anni sono stati dedicati a perfezionare le sfide tecniche proprie della vinificazione naturale.
Az. Agricola Torre alle Tolfe

A tre chilometri da Siena, su suoli sabbiosi di origine marina risalenti al Pliocene, la famiglia Castelli coltiva tredici ettari di vigneti in biologico dal 2004 seguendo pratiche di agricoltura rigenerativa. Quarta generazione di una tenuta la cui storia risale all’VIII secolo, Mania Castelli vinifica separatamente ciascun vitigno toscano tradizionale (Sangiovese, Ciliegiolo, Canaiolo e Colorino) per esprimerne al meglio le peculiarità, seguendo una filosofia che mette biodiversità e autenticità al di sopra di qualsiasi standardizzazione.
Tenute Dettori - Alessandro Dettori

Nella Romangia, in Sardegna, Tenute Dettori è stata un'azienda pioniera del vino naturale e della biodinamica in una regione dove queste scelte erano una convinzione profonda molto prima di diventare una tendenza. Alessandro Dettori produce esclusivamente con uve coltivate nei propri vigneti e senza alcun additivo in cantina. La lista degli ingredienti sulle sue etichette contiene una sola parola: uva. Un approccio radicalmente legato al territorio, accompagnato da attività di enoturismo che permettono di scoprire la filosofia del progetto anche attraverso piatti di cucina casalinga e ricette tradizionali sarde.
Finca Obskura - Lukas Rinner & Yael Svoboda

Fondata a Vienna nel 2023 da una coppia con un passato nel mondo del cinema, Finca Obskura è una realtà giovane ma già animata da una visione precisa. Dal 2024 coltiva direttamente le proprie vigne a Neustift am Walde, storico villaggio vitivinicolo della capitale austriaca, dove si trovano anche parcelle di Grüner Veltliner con oltre quarant’anni di età. La produzione comprende vini fermi, macerati e pét-nat, affiancati dalla linea Okupas, ottenuta da uve biologiche conferite da colleghi vignaioli. Un progetto parallelo che consente di esplorare territori diversi e nuove interpretazioni del vino.
A Mano A Mano - Andrea Manini

In Umbria, Andrea Manini ha recuperato tre piccoli vigneti con vecchie viti di varietà autoctone come Sagrantino, Grechetto, Malvasia e Sangiovese, ai quali si è aggiunto nel 2020 un nuovo impianto di Trebbiano Spoletino tra Foligno e Bevagna. Convertito al biologico e alla biodinamica, il progetto porta bene il suo nome: tutto viene fatto a mano, con il minimo intervento possibile, in un dialogo lento e paziente tra la terra umbra e vini artigianali che ricevono solo una piccola aggiunta di solforosa al momento dell’imbottigliamento.
Simon Haag

Simon Haag in Franconia è partito e poi tornato. Dopo anni trascorsi ad Amburgo a lavorare nel settore dell’energia eolica, nel 2020 ha ripreso l’azienda di famiglia a Kitzingen, ha espiantato quattro ettari di vigne, convertito tutto al biologico e prodotto la sua prima annata naturale nel 2022. Silvaner, Pinot Noir, Pinot Blanc, Domina e un pét-nat chiamato “Horse Shit in Paris”: vini senza compromessi, vinificati insieme a 2Naturkinder. Nel 2025 durante un viaggio in Borgogna e nello Jura ha preso nuove marze di Chardonnay e Savagnin destinate ad un nuovo progetto su suoli calcarei. Le prime bottiglie arriveranno quando saranno pronte.
Vino di Anna - Anna Martens & Eric Narioo

Sul versante settentrionale dell’Etna, tra Solicchiata e le contrade circostanti, Anna Martens ed Eric Narioo coltivano circa sette ettari di vecchie vigne ad alberello, gestite secondo i principi dell’agricoltura biologica e biodinamica, tra i 650 e i 1.200 metri di altitudine. Le varietà allevate includono Nerello Mascalese, Grenache, Catarratto e Carricante, che affondano le radici in suoli di basalto nero di origine vulcanica. Dal 2012 la vinificazione si avvale anche dell’uso di anfore georgiane interrate (qvevri). In cantina l’approccio è essenziale: interventi minimi, soli lieviti indigeni e nessuna chiarifica né filtrazione.
Eric Durif

In Auvergne, Eric Durif ha iniziato il suo percorso viticolo nel 2020 prima di creare il proprio progetto nel 2022 sul versante occidentale dei monti Livradois. Due parcelle attualmente in conversione biologica, una di Gamay d’Auvergne centenario su suoli argillo-calcarei e un'altra con Pinot Noir, Chardonnay e Gamay su terreni basaltici, sono completate da una parte di uve provenienti dal Minervois. I vini sono prodotti secondo il disciplinare Vin Méthode Nature e affinati in anfore di arenaria. Un progetto solido, radicato sia nei terroir vulcanici sia in quelli sedimentari, portato avanti con rigore e determinazione.
Azienda Agricola Colle San Massimo - Enrico Gallinaro

In provincia di Teramo, ai piedi del Gran Sasso, Enrico Gallinaro coltiva un ettaro di vigne esposte a sud-est con vista sul Mare Adriatico. Le uve vengono raccolte a mano a piena maturazione e gli interventi sono ridotti allo stretto necessario, sia in vigna sia in cantina, utilizzando esclusivamente prodotti consentiti in agricoltura biologica e sempre ben al di sotto dei limiti di legge. Una piccola realtà familiare, senza certificazione per scelta, ma guidata da un’etica rigorosa e da vini che lasciano parlare le stagioni.
