Analisi del mercato del vino naturale (2016-2024)

Ottobre 07, 2025 - 1 Commenti

Oltre 8.000 vinerie, ristoranti ed enoteche dove bere vino naturale in tutto il mondo!

Analisi del mercato del vino naturale: crescita ed espansione globale dal 2016 al 2024.

Dal 2021 al 2024, il numero di locali che offrono vino naturale nel mondo è passato da 5.000 a oltre 8.000, segnando una crescita del 60%. Un’espansione impressionante che testimonia la vitalità e il dinamismo di questo settore.
Questa evoluzione ci offre l’occasione di fare il punto su ciò che oggi sappiamo del vino naturale: le sue tendenze di crescita, la sua diffusione internazionale, ma anche il suo impatto e l’influenza sempre più profonda che esercita sul mondo del vino. Ecco come sta cambiando il panorama globale, e in che modo il vino naturale ne sta ridefinendo le regole.

Evoluzione del numero di locali dedicati al vino naturale referenziati su Raisin per paese tra il 2016 e il 2021.
Evoluzione del numero di locali dedicati al vino naturale referenziati su Raisin per paese tra il 2016 e il 2021.

🗂️ Il precedente studio, 5,000 Venues to Drink Natural Wine at in The World! - [INGLESE], è stato pubblicato il 14 novembre 2021 e differisce leggermente da questo per struttura e dati. 

1. Stato attuale del mercato dei locali che propongono vino naturale.

Brindiamo tutti insieme! Con l'emergere del vino naturale, stiamo assistendo a un vero e proprio miracolo. Solo tre anni fa Raisin contava circa 5.000 locali che offrivano vino naturale. Alla fine del 2024 questo numero supera gli 8.000, registrando una crescita del 60% e segnando un cambiamento positivo e concreto nel mondo del vino.

Cosa alimenta un entusiasmo così grande?

La risposta si può riassumere in tre parole: autenticità, dimensione umana e distribuzione locale. Sempre più consumatori scelgono prodotti provenienti da un’agricoltura ecologica, sincera e appassionata, tipica dei piccoli vigneti. Per effetto domino aumentano anche le visite a bar, enoteche, ristoranti e strutture ricettive che li sostengono, i quali continuano a moltiplicarsi. Oggi ogni bicchiere servito non è più solo un piacere, diventa un momento di convivialità, un gesto carico di significato e un legame autentico e concreto con il mondo che ci circonda.

La crescita del mercato del vino naturale si spiega con alcuni fattori chiave:

  • Attenzione all’ambiente: le pratiche sostenibili convincono sempre più consumatori, soprattutto in città.

  • Produzione artigianale: piccole aziende vinicole producono quantità limitate, spesso distribuite a livello locale, offrendo bottiglie uniche in un mondo sempre più standardizzato.

  • Riconoscimento della qualità: il vino naturale è percepito come un prodotto di qualità, che garantisce margini più equi a produttori e distributori, anche se i costi delle materie prime post-COVID hanno provocato un aumento generalizzato dei prezzi.

  • Digitalizzazione: piattaforme come Raisin collegano i consumatori a produttori e locali con valori condivisi, accelerando la crescita del settore.


📝 Il vino naturale continua a conquistare il mercato con un ritmo sorprendente: tra il 2021 e il 2024 la sua crescita media annua ha raggiunto il 20%. A guidare questo successo è una domanda sempre più sensibile a sostenibilità, autenticità e responsabilità ambientale. Ancora più sorprendente se confrontato con il trend del settore nel suo complesso: nello stesso periodo, secondo l’OIV, il consumo di vino convenzionale e di alcolici in generale è sceso del 9%.


2. I paesi con il maggior numero di vinerie, ristoranti, enoteche e strutture ricettive.

Sfogliando la mappa dei luoghi dove gustare vino naturale, la Francia 🇫🇷 si conferma leader indiscussa. Le radici del movimento sono profonde, e vignaioli, vignaiole e locali storici hanno contribuito a far conoscere questi vini unici in tutto il mondo. Vivent les Vins Libres

L’Italia 🇮🇹 non è da meno con i suoi prodotti artigianali di qualità, frutto delle tradizioni locali, e con piccoli produttori che preservano un legame autentico con il territorio.
Negli Stati Uniti 🇺🇸, l’onda del vino naturale è più visibile sulla costa Est, dove la nuova bistronomia eco-responsabile incontra clienti curiosi e appassionati.
Il Belgio 🇧🇪, spesso sinonimo di birra, sorprende con una densità di locali dedicati al vino naturale decisamente inaspettata.
Germania 🇩🇪 e Svizzera 🇨🇭 registrano una crescita costante e solida, mentre il Giappone 🇯🇵, pur procedendo più lentamente a livello nazionale, mostra un’energia particolare nelle grandi città come Osaka.

Ovunque, una certezza: il vino naturale fiorisce dove autenticità, curiosità e gusto si incontrano.

I mercati emergenti sono affascinanti: Corea del Sud 🇰🇷 (59 locali, 39 solo a Seul), Polonia 🇵🇱 (67 locali), Messico 🇲🇽 (34 locali) e Brasile 🇧🇷 (27 locali). Anche paesi più piccoli come Islanda 🇮🇸 (5 locali), Filippine 🇵🇭 (3 locali) e Costa Rica 🇨🇷 (3 locali) dimostrano quanto il vino naturale sia ormai un fenomeno globale, apprezzato ovunque.

Paese201620172018201920202021202220232024
Francia 🇫🇷44663380697711471375178121902655
Italia 🇮🇹46152334535684863107013301623
Stati Uniti 🇺🇸105138227345421477527571612
Spagna 🇪🇸315277101124145180259351
Giappone 🇯🇵128179287298304306310323336
Belgio 🇧🇪81106127158175202235283331
Regno Unito 🇬🇧365670101126139186208238
Svizzera 🇨🇭162743537294133180231
Germania 🇩🇪81529536178110151187
Paesi Bassi 🇳🇱132345557090115153179

Numero di locali con vini naturali, consigliati  ogni anno: 2016 > 2024
Numero di locali con vini naturali, consigliati ogni anno: 2016 > 2024

📝 Nel 2024, la Francia 🇫🇷 si conferma in testa, con un numero di locali dedicati al vino naturale in continua crescita, che si avvicina ormai ai 3.000 su tutto il territorio nazionale.  

| 10 paesi con il più alto tasso di crescita nel numero di locali con vini naturali: 2016 > 2024
| 10 paesi con il più alto tasso di crescita nel numero di locali con vini naturali: 2016 > 2024

 

I 10 paesi in cui il consumo di vino naturale in vinerie, ristoranti ed enoteche sta registrando la crescita più forte:

Crescita per paeseIncremento percentuale dei locali dal 2023 al 2024Incremento percentuale dei locali dal 2021 al 2024Incremento percentuale dei locali dal 2016 al 2024Tasso di crescita annuale composto (TCAC) dal 2016:
Francia 🇫🇷21.2%93.1%495.3%21.92%
Italia 🇮🇹22%207.6%3428.3%48.58%
Stati Uniti 🇺🇸7.2%28.3%482.9%21.64%
Spagna 🇪🇸35.5%142.1%1032.3%30.95%
Giappone 🇯🇵4%9.8%162.5%11.32%
Belgio 🇧🇪 17%63.9%308.6%16.93%
Regno Unito 🇬🇧14.4%71.2%561.1%23.35%
Svizzera 🇨🇭28.3%145.7%1343.8%34.53%
Germania 🇩🇪23.8%139.7%2237.5%41.93%
Paesi Bassi 🇳🇱17%98.9%1276.9%33.83%

Concentriamoci sui paesi che hanno registrato una crescita superiore al 1000% tra il 2016 e il 2024 (sì, avete letto bene: una crescita davvero straordinaria!).
In Italia 🇮🇹 l’incremento è stato del 3.428,3% ⬆️, in Germania 🇩🇪 del 2.237,5% ⬆️, in Svizzera 🇨🇭 del 1.343,8% ⬆️, nei Paesi Bassi 🇳🇱 del 1.276,9% ⬆️ e in Spagna 🇪🇸 del 1.032,3% ⬆️.

Anche il Giappone 🇯🇵 è cresciuto, ma in misura più contenuta (+162,5% ⬆️), mentre la Francia 🇫🇷, pur registrando un aumento del 495,3% ⬆️ tra il 2016 e il 2024, resta leader con 2.655 locali.

È interessante notare che queste tendenze si confermano anche tra il 2023 e il 2024. In termini di crescita annuale, la Spagna 🇪🇸 guida la classifica (+35,5% ⬆️), seguita dalla Svizzera 🇨🇭 (+28,3% ⬆️), dalla Germania 🇩🇪 (+23,8% ⬆️), dall’Italia 🇮🇹 (+22% ⬆️) e dalla Francia 🇫🇷 (+21,2% ⬆️).

Non sorprende il fatto che i principali paesi europei produttori di vino sono anche tra i maggiori consumatori. In queste regioni, produzione e consumo di vino crescono di pari passo, confermando come il vino rappresenti una tradizione culturale e storica profondamente radicata.

   

Locali dedicati al vino naturale, per paese: 2016 > 2024
Locali dedicati al vino naturale, per paese: 2016 > 2024



3. Le grandi città del vino naturale.

Le 5 città principali nel 2021:

  • Parigi (440 locali)
  • New York (151 locali)
  • Londra (98 locali)
  • Copenaghen (68 locali)
  • Roma (67 locali)

 

Le 5 città principali nel 2024:

  • Parigi (599 locali)
  • New York (183 locali)
  • Roma (133 locali)
  • Barcellona (112 locali)
  • Bruxelles (104 locali)

2024: Le 30 migliori città dove bere vino naturale:

💡 NOTA: Molti locali appartengono a più categorie: vinerie, enoteche e ristoranti.

2024 luoghi / città VinerieEnotecheRistorantiTotale
Parigi84122393599
New York City645366183
Roma341581130
Barcellona27778112
Bruxelles422537104
Londra281557100
Tokyo39134395
Amsterdam11225487
Quebec3115385
Lione7166184
Copenhagen18125888
Milano1455473
Berlino24133269
Marsiglia4204569
Montréal1405468
Tolosa6124058
Nantes7163659
Ginevra27121453
Torino1443553
Bordeaux7153557
Anversa743445
Nizza623341
Los Angeles16111744
Venezia1023143
Gand1132943
Seoul2551444
Bologna1022840
Osaka1232237



Parigi rimane un punto di riferimento indiscusso con una crescita costante e significativa tra il 2021 e il 2024, seguita da New York City, Roma, Barcellona e Bruxelles, che stanno rapidamente guadagnando terreno. Londra mostra segni di stagnazione, con un incremento minimo di soli 2 locali (da 98 a 100). Città come Montréal, Gand, Anversa registrano una crescita impressionante, superando le tradizionali capitali del vino naturale, a testimonianza di un un interesse sempre crescente. In Giappone, Osaka si è affermata come un polo rilevante in Asia, con 34 locali dedicati ai vini naturali.

Analizzando l’evoluzione dei locali dedicati al vino naturale tra il 2021 e il 2024, emerge un cambiamento significativo nella distribuzione: il vino naturale si sta sempre più affermando all’interno dei ristoranti, sottolineando il suo ruolo crescente come parte integrante di esperienze culinarie più ampie. Sì, lo ripetiamo senza sosta: viaggi, gastronomia e vino vanno di pari passo. 

Le grandi città del vino naturale: 2021 > 2024
Le grandi città del vino naturale: 2021 > 2024

Le principali città del vino naturale tra il 2021 e il 2024

#1 – Parigi ha registrato una crescita esplosiva, passando da 440 locali nel 2021 a 599 nel 2024 (+159 locali, +36%). Tuttavia, questa crescita non riflette un cambiamento significativo nel tipo di locali consigliati. A Parigi, il numero di bar è diminuito da 157 a 84 e quello dei wine shop da 169 a 122, mentre i ristoranti presenti su Raisin sono aumentati da 282 a 393. La capitale francese offre la maggiore varietà di tipologie di locali, con circa 200 bar, 200 wine shop e 300 ristoranti distribuiti su 20 arrondissement, concentrati soprattutto nel centro e nella zona est.

È interessante notare come la concentrazione del consumo di vino naturale nel quartiere Nord-Est sia inversamente proporzionale al prezzo al metro quadro e al reddito dei parigini, nonostante il prezzo medio di una bottiglia di vino naturale sia superiore a quello di una bottiglia convenzionale. Secondo un sondaggio su un campione rappresentativo di utenti Raisin nel primo trimestre 2025, essi acquistano in media 7 bottiglie al mese per consumo domestico, a un costo medio di 18,39 € per bottiglia da 75 cl. In confronto, il prezzo medio ponderato “tutti canali 2024” (inclusi wine shop) è di circa 4,20 € a bottiglia da 75 cl (dati FranceAgriMer, Circana e PropulsebyCA), fortemente influenzato dalle vendite nella GDO.

#2 – New York City, seconda in classifica, ha anch’essa registrato una crescita significativa, passando da 151 a 183 locali (+32, +21%). I wine shop sono aumentati da 38 a 53, i bar da 50 a 64, mentre i ristoranti sono leggermente diminuiti, da 98 a 88. L’aumento dei prezzi del vino rispetto al potere d’acquisto dei newyorkesi ha probabilmente penalizzato il consumo in ristorante, già colpito durante la pandemia.

#3 – Roma si colloca al terzo posto, con un aumento sostanziale dei locali da 67 a 130 (+63, +94%). I ristoranti sono quasi raddoppiati, da 44 a 81, mentre i wine shop sono calati da 32 a 15 e i bar da 44 a 34. La tendenza a Roma è quindi simile a Parigi, con i ristoranti che diventano la tipologia di locali più rappresentata.

#4 – Barcellona occupa la quarta posizione, con 112 bar, ristoranti e wine shop. Il numero di locali che propongono vini naturali é più che raddoppiato, passando da 48 nel 2021 a 112 nel 2024 (+133%). Anche qui si osserva lo stesso fenomeno di Parigi e Roma: i bar aumentano leggermente, da 24 a 27 (+12,5%), i wine shop diminuiscono da 12 a 7 (-41,7%), mentre i ristoranti crescono in modo significativo, da 33 a 78 (+136,4%). Barcellona ha tutti i requisiti per continuare a svilupparsi: cultura, storia, gastronomia, mare, sole e prezzi del vino accessibili. Madrid, in confronto, resta molto indietro con soli 34 locali, un’anomalia senza spiegazioni evidenti, suggerendo che aprire un locale a Madrid oggi potrebbe essere una scelta interessante.

#5 – Bruxelles si posiziona quinta e rappresenta una città unica sotto molti punti di vista. Pur non essendo storicamente un grande produttore di vino (solo otto vignaioli naturali in Belgio), la città offre un’ampia e varia scelta di locali: 12 bar, 25 wine shop e 37 ristoranti, rendendola una meta ideale per gli appassionati di gastronomia e vino naturale che desiderano un weekend nella capitale europea.

La crescita del consumo nei ristoranti riflette anche il ruolo del vino naturale come indicatore di qualità e attenzione alla provenienza: favorisce prodotti locali, stagionali e spesso biologici. Oggi chef e sommelier collaborano sempre più per garantire un’esperienza coerente dal bicchiere al piatto.

Distribuzione dei locali che offrono vino  naturale per città e tipo di locale
Distribuzione dei locali che offrono vino naturale per città e tipo di locale



📝 Il panorama del vino naturale nelle grandi città si riflette in questi dati: Parigi resta in testa, ma altre metropoli stanno rapidamente ritagliandosi il loro spazio. A New York e Roma, i ristoranti diventano il cuore pulsante della scena, mentre a Barcellona il suo sviluppo è letteralmente esplosivo. A Bruxelles, varietà e accessibilità attraggono un pubblico cosmopolita e curioso.
Ciò che emerge chiaramente è una costante: il movimento del vino naturale è profondamente urbano e internazionale.




4. Parigi, capitale mondiale del vino naturale, continua a crescere senza sosta!

Arrondissement di Parigi – Numero di locali (2024)

Classificati in base al numero di locali

Parigi: capitale mondiale du vin naturel !

2024 Arrondissement
 di Parigi
Numero di locali
75011 (11e distretto)108
75010 (10e distretto)64
75018 (18e distretto)54
75009 (9e distretto)43
75020 (20e distretto)40
75003 (3e distretto)34
75012 (12e distretto)30
75019 (19e distretto)29
75006 (6e distretto)24
75017 (17e distretto)24
75005 (5e distretto)19
75002 (2e distretto)18
75014 (14e distretto)17
75001 (1er distretto)12
75013 (13e distretto)10
75015 (15e distretto)10
75016 (16e distretto)9
75007 (7e distretto)8
75004 (4e distretto)7
75008 (8e distretto)6

Nel 2021 Parigi contava già 440 locali dedicati al vino naturale, ossia tre volte più di New York e quattro volte più di Londra. Quattro anni dopo, la città rimane il punto di riferimento per chi vuole immergersi nell’universo dei vini naturali, con 599 locali censiti, nel 2024. Questo dato evidenzia come la crescita non accenni a rallentare, anzi, dimostra che non esiste alcun segnale di saturazione.

Gli indirizzi si concentrano nella zona est di Parigi, intorno a Oberkampf, République e Canal Saint-Martin, dove si incontrano giovani creativi e appassionati. Si osserva che i ristoranti hanno guadagnato importanza, mentre il numero di vinerie ed enoteche diminuisce leggermente. I prezzi sono aumentati, riflettendo l’incremento dei costi delle materie prime e dell’inflazione. Trovare una bottiglia sotto i 15€ in enoteca diventa raro; in vineria bisogna considerare almeno 35-45€, e al ristorante il prezzo minimo si colloca sempre più spesso tra i 55 e i 70€. Non esistono ancora prove numeriche a supporto di questa affermazione, ma si tratta di un’osservazione diretta dell'équipe di Raisin, che frequenta regolarmente alcuni locali a Parigi, dove si trova il nostro ufficio. Ci piace? No. Piace ai consumatori? No.

Al di là del calcolo economico, che ci sembra discutibile (vendere due bottiglie a 45 € ciascuna risulta più conveniente che venderne una sola a 60 €), riteniamo preoccupante che questi prezzi contribuiscano ad aggravare le difficoltà economiche dell’intero mercato. L’aumento dei prezzi rappresenta indubbiamente un ostacolo per i consumatori, anche per chi privilegia la qualità rispetto alla quantità. È comunque importante ricordare che il consumo deve avvenire con moderazione e che siamo sempre responsabili di noi stessi e degli altri, in ogni momento.

Nell’11° arrondissement, nulla di nuovo sotto il sole: rimane l’epicentro del movimento, con 108 locali nel 2024 rispetto ai 91 del 2021. Nessuno dei pionieri del vino naturale, che negli anni ’90 iniziavano a diffonderlo, avrebbe potuto immaginare il risultato raggiunto oggi. All’inizio degli anni 2000, i vignaioli dello Jura giravano per i locali parigini cercando di vendere i loro vini: allora quasi nessuno li prendeva in considerazione, mentre oggi etichette come quelle del Domaine de la Tournelle sono ricercate dagli appassionati di tutto il mondo. Questo percorso è stato lungo, faticoso e costellato di ostacoli, e oggi fare il vignaiolo è diventato ancora più complesso.

Parallelamente, il 10° arrondissement si è affermato come il secondo polo più importante. Al contrario, gli arrondissement occidentali (6°, 7°, 15° e 17°) giocano un ruolo marginale, ospitando generalmente uno o due locali di riferimento, rappresentando però un’opportunità interessante per future aperture.

📝 Parigi conferma la sua posizione di capitale mondiale del vino naturale, con 599 locali registrati nel 2024, e continua a crescere senza alcun effetto di saturazione.




5. I locali di New York per quartiere.

2024 Borough (NYC)UbicazioneNumero di locali
BROOKLYN (CONTEA DI KINGS)
BrooklynBrooklyn69
BrooklynKings County11
BrooklynQueens County3
Totale Brooklyn83
Totale Manhattan69
Totale Queens2
Totale BronxNessun luogo-
Totale Staten IslandNessun luogo-
LOCALI AL DI FUORI DI NEW YORK (ALTRI STATI DELLO STATO DI NEW YORK)
Altro NY: Hudson, Buffalo, New York City, Troy, Beacon, Kingston, Accord, Coxsackie, Germantown, Greenport, High Falls, Livingston Manor, Marlboro, Montauk, Saugerties, Città di Andes, Villaggio di Hunter. 30
TOTALE184

I dati dimostrano che il vino naturale, in particolare negli Stati Uniti, non è una «moda» o una «tendenza»: è ormai profondamente radicato nella cultura e nella scena gastronomica della città. In molti ristoranti del centro di New York, i vini naturali fanno ormai parte dell’offerta abituale, mentre le vinerie specializzate sono considerate vere e proprie porte d’ingresso per scoprire quartieri vivaci e ricevere consigli autentici dai locali. Questo movimento è sostenuto soprattutto dai giovani consumatori urbani, che vedono nel vino naturale un segno culturale e una scelta identitaria, capace di influenzare il carattere di quartieri emblematici.
I veterani del settore notano che i vini naturali sono ormai più ampiamente accettati e compresi, anche tra i consumatori più tradizionali.

New York continua a registrare una crescita sostenuta, in particolare a Brooklyn e Manhattan, con un incremento significativo anche nel Queens. Il West Village si sta affermando come la nuova meta imperdibile, a conferma di come la domanda stia ormai interessando l’intera città.

A livello nazionale, la East Coast conta circa il doppio dei locali rispetto alla West Coast, a testimonianza delle differenze regionali nell’adozione del fenomeno e del ruolo di New York come vero epicentro del movimento.

Oltre alla sua evidente influenza culturale, il vino naturale ha conosciuto una crescita economica rilevante: New York si colloca al secondo posto nel mondo per importanza nel settore, subito dopo Parigi. Chef e sommelier ne valorizzano l’impiego in cucina e nelle carte dei vini, contribuendo a consolidarne la prosperità sia culturale sia economica.

📝 Nel complesso, questi sviluppi mostrano come il vino naturale a New York rappresenti molto più di una moda passeggera: contribuisce a definire l’identità dei luoghi, sostiene l’economia locale e accresce il prestigio della città.


6. Il vino naturale: un mercato che sta raggiungendo la maturità

Il vino naturale ha conosciuto una crescita straordinaria nel corso dell’ultimo decennio; a partire dal 2024, il mercato ha iniziato a prendere fiato. L’aumento del numero di operatori (produttori, agenti, importatori, ecc.), la concorrenza più intensa sui prezzi e una minore tolleranza verso i cosiddetti “difetti” rappresentano i nuovi fattori da considerare nelle ultime evoluzioni del mercato.

Se da un lato alcuni canali di esportazione rallentano, nelle grandi città la domanda resta solida per vini con una storia da raccontare, precisi e proposti a prezzi coerenti. Possiamo dunque parlare di una correzione del mercato: il movimento sta maturando e sono necessari alcuni aggiustamenti per continuare a far apprezzare a un pubblico sempre più vasto le qualità uniche di questi vini. Il futuro passa dal rispetto dell’ambiente, dalla possibilità di offrire prezzi accessibili grazie a nuovi formati (Bag-in-Box, Key-Keg, bottiglie ultra leggere, ecc.), da un’igiene impeccabile in cantina e da luoghi accoglienti e aperti che promuovono il vino naturale in modo consapevole.

I valori comunitari continuano ad attrarre consumatori consapevoli, attenti alla ricerca di trasparenza, autenticità e sostenibilità. Inoltre, il movimento ha valorizzato tipologie di vini particolari, come i pét-nats o i vini macerati, ampliando gli orizzonti gustativi e rafforzando un’identità distintiva. Le grandi città hanno guidato questa crescita, ma oggi sono i mercati secondari a prendere il testimone. Aprire oggi un locale nell'11° arrondissement di Parigi senza proporre vino naturale in carta? Impensabile. I consumatori sono disposti a pagare di più per vini artigianali, a basso intervento, e questo impulso si fonde con il movimento slow-food, farm-to-table e locavore che ormai ci si aspetta. Il vino naturale è diventato un vero punto di forza, un elemento durevole dell’industria vitivinicola.

Resta però una domanda aperta: che cos’è esattamente il vino naturale? I dibattiti sulla definizione, sul controllo qualità e sulla coerenza persistono. Questo interrogativo e l’assenza di una definizione precisa fanno parte integrante dell’evoluzione del settore, più che costituire una minaccia. Se le modalità di produzione possono variare, l’obiettivo rimane lo stesso: ottenere un vino a partire dall’uva fermentata, talvolta con un minimo uso di solfiti. La confusione ha anche un effetto positivo: tiene lontani i grandi distributori (catene e supermercati) dal movimento. Vendere un prodotto così semplice nella composizione diventa difficile senza mettere in evidenza le altre bottiglie sugli scaffali. «Se in questo vino non c’è altro che uva, cosa c’è allora nel vino che compriamo al supermercato?», chiedono spesso i consumatori durante le fiere e le degustazioni.


7. Quali sono le tendenze per i prossimi anni?

Non ci interessano quegli agricoltori che vedono la natura solo come una fonte di guadagno, dimenticando che ne fanno parte essi stessi. Ciò che davvero conta per noi è assistere a un’evoluzione del mondo nel verso giusto: mangiare meglio, bere meglio e, in fondo, vivere più felici.

Per questo vogliamo condividere con voi le tendenze che emergono nelle città e nei paesi in cui, secondo noi, il futuro si sta già disegnando. Oltre ai grandi poli internazionali come Berlino, Seul o Montréal, dove giovani, diversità culturale e gastronomia si incontrano, sono soprattutto gli spazi ibridi a conquistare l’attenzione: enoteche che diventano vinerie con cucina, ostelli che uniscono caffè del mattino, piatti locali e calici di vino naturale.

E non è tutto: cresce il desiderio di esperienze autentiche e condivise. Serate acustiche, degustazioni, mini-festival e fiere diventano momenti preziosi di incontro e comunità, ricercati dagli appassionati che vogliono non solo gustare, ma vivere e condividere.

Paesi più promettenti

  • Italia: crescita media annua del 49% dal 2016 e +22% nell’ultimo anno. Il mercato mantiene un potenziale elevato, oltre i centri urbani già affermati.

  • Germania: +42% annuo e +23,8% tra il 2023 e il 2024. La crescita è solida e duratura, seppur maturata più lentamente rispetto ai Paesi latini.

  • Svizzera: +35% annuo e +28,3% recentemente, a conferma di un forte interesse dei consumatori.

  • Spagna: +35,5% in un anno. Mercato da sviluppare grazie a una cultura del vino profondamente radicata.


Città più promettenti

  • Madrid: scena del vino naturale giovane, pronta a espandersi rapidamente.

  • Berlino: pubblico in forte crescita.

  • Montréal: radicamento solido nella gastronomia locale.

  • Seoul: 39 locali attivi e ampio potenziale di sviluppo.

  • Città italiane secondarie: Roma ha registrato una crescita esplosiva, ma anche città più piccole mostrano segnali di espansione.


Tipologie di locali consigliate

  • Ibridi: combinazione di enoteca, vineria e piccola ristorazione per ottimizzare il budget.

  • Integrazione con l’ospitalità: 181 locali offrono già camere, favorendo l’enoturismo e l’esperienza completa del vino naturale.

  • Spazi educativi: laboratori, degustazioni e attività didattiche attraggono un pubblico sempre più curioso.



8. L'impatto ambientale del vino naturale

Nel 2022, l’agricoltura ha consumato 3,7 milioni di tonnellate di sostanze attive (47,5% erbicidi, 29,5% insetticidi, 17,5% fungicidi, 5,5% altri), con un aumento del 4% rispetto al 2021 e il doppio rispetto al 1990. La situazione continua a peggiorare, nonostante le politiche pubbliche messe in atto.

Le vigne occupano solo il 3,5% della superficie agricola europea, ma qui viene utilizzato il 15% dei pesticidi. In Francia, il 20% dei trattamenti è concentrato su appena il 3,7% del territorio agricolo. Ogni punto percentuale di mercato guadagnato dal vino naturale (incluso quello biologico e/o biodinamico) si traduce in una corrispondente riduzione nell’uso di pesticidi. Se la quota di mercato raggiungesse il 5%, l’impiego di pesticidi nella viticoltura francese diminuirebbe di conseguenza. Allo stesso modo, i consumatori eviterebbero di entrare in contatto con un numero significativo di pesticidi, additivi e conservanti.

Oggi circa il 22% delle vigne francesi è certificato biologico o in conversione (contro il 6% del 2010), una crescita significativa che riflette la crescente domanda di prodotti coerenti con valori sostenibili. Bere meno, ma bere meglio, sembra essere l’unica strada possibile per il futuro del vino.

📝 In Francia, l’incremento dei locali che propongono vini naturali accompagna l’aumento della certificazione biologica dei vigneti, passata dal 6% nel 2010 al 22% circa oggi.

📝 In Italia, con 739 vignaiole/i naturali su 30.000 aziende vinicole (dati ISMEA), il vino naturale rappresenta circa il 2,5% del totale.

📝 In Francia, con 1.536 vignaiole/i naturali su 75.510 aziende vinicole (dati Eurostat), il vino naturale rappresenta circa il 2,03% del totale, a dimostrazione di un movimento che, sebbene minoritario, sta già lasciando il segno.




Conclusione

È sempre ambizioso cercare di restituire un ritratto fedele di un movimento tanto ricco e variegato quanto quello del vino naturale. In questo documento, e in assenza di dati ufficiali, abbiamo offerto una panoramica principalmente basata sul numero di locali che propongono almeno il 30% di vini naturali e sul numero di vignaioli raccomandati nel mondo, integrando tali informazioni con dati tratti da articoli di stampa e pubblicazioni di settore.

Mentre il consumo mondiale di vino registra un calo, il vino naturale continua a crescere, andando controcorrente. Questo fenomeno riflette un cambiamento più ampio: i consumatori cercano sempre più di garantire la sostenibilità e l’autenticità di ciò che bevono, attraverso un reale rispetto per l’ambiente. Paesi come l’Italia, la Germania e la Spagna, insieme a città come Barcellona, Berlino e Montréal, dovrebbero trainare una forte crescita nei prossimi mesi e anni.

Il successo del vino naturale, per quanto simbolico possa apparire in termini di numeri o volume di bottiglie, si gioca su un altro piano. Al di là delle pratiche agricole o del ricorso al minimo intervento in cantina, la vera conquista del vino naturale è il riconoscimento dell'influenza decisiva delle piccole aziende rispettose dell'ambiente e dei consumatori.

Vignaiole e vignaioli, ostinati giardinieri e artigiani, guidati da una diversa visione della vinificazione. Persone animate dalla passione e dal desiderio di armonia con il nostro pianeta. Senza dimenticare che questa passione è spesso scandita da anni difficili, segnati da grandine, gelate o siccità… L'elenco delle annate disastrose non è mai neutro.

In Francia, sin dalla sua fondazione nel 1927, La Revue du Vin de France si impegna ogni anno a nominare il “vignaiolo dell'anno”. Inizialmente apertamente ostile al movimento e ai vini prodotti in modo naturale, dal 2018 la RVF ha rivisto la sua posizione e iniziato a riconoscere il lavoro dei vignaioli naturali. Negli ultimi sette anni sono stati eletti “vignaioli dell'anno”: Jean-François Ganevat (2018), Dominique Hauvette (2020), Sylvain Fadat (2021), Jean-Marc Grussaute (2023) e Jérôme Bretaudeau (2024), tutti vignaioli naturali. Cinque su sette! Un risultato schiacciante. Un trionfo!

Se qui si cita la RVF, è perché rappresenta una parte degli “esperti” di vino, a lungo restii, ostili e spesso verbalmente aggressivi nei confronti del movimento del vino naturale. Il loro risveglio tardivo non cancella il passato, ma riflette la realtà ormai inevitabile e la crescita inarrestabile del vino naturale. Il futuro sarà diverso. Anche la rivista specializzata Gambero Rosso conferma questa tendenza: il vignaiolo naturale Francesco Carfagna di Altura Vigneto è stato premiato come Vignaiolo dell’Anno 2025

Il successo del vino naturale è anche quello di una comunità e di un movimento che va ben oltre il prodotto che difende. Se state leggendo queste righe, significa che siamo tutti diventati ambasciatori del vino naturale. Dalla prima annata di Marcel Lapierre nel 1978, il movimento ha continuato ad attirare nuovi sostenitori, che a loro volta ne hanno convertiti altri. È una catena di incontri, condivisioni, scambi. Siamo mediatori provenienti da tutti i settori. Illustratori/trici, autori/trici, registe/i, attori/trici, sommelier, blogger, enotecari/e, chef, baristi/e, organizzatori/trici di fiere, associazioni, importatori/trici, agenti, persone appassionate o alle prime esperienze... L'elenco dei nostri alleati è infinito. Quanta strada abbiamo fatto! Se oggi beviamo vino naturale, è grazie a loro... e grazie a voi.

E' bene ricordarlo: la storia del vino naturale è, prima di tutto, quella di un’anomalia, che sfida le logiche consolidate del sistema consumistico in cui viviamo. In una società dove oltre il 90% di ciò che si consuma viene acquistato nei grandi supermercati, i “piccoli” negozi dovrebbero sparire nell’anonimato. Eppure non è così: accade esattamente il contrario. Assistiamo a un felice scompiglio che, in teoria, non avrebbe dovuto verificarsi. Se i negozi dei nostri centri storici non si sono ancora trasformati tutti in abitazioni o uffici, lo si deve anche, e in parte, a quei vini che non si trovano nella grande distribuzione. Abbiamo bisogno di questi vini, che più che mai meritano la nostra attenzione.

Lungi dall’essere una moda passeggera, il vino naturale rappresenta un approccio ancestrale e senza tempo, capace di trasformare la viticoltura e l’esperienza di degustazione. Senza una definizione rigida, resta vivo e in continua evoluzione, riuscendo così a sfuggire al mercato della grande distribuzione e a preservare il suo spirito artigianale. Da quasi dieci anni (Raisin è nato l’8 aprile 2016 su iOS 🎉), seguiamo e condividiamo questa avventura. Oggi, migliaia di locali dedicano almeno il 30% della loro carta al vino naturale.

Domani questa percentuale crescerà ancora: il vino naturale è il futuro, e per noi è una vera gioia!

Da ricordare:

  • 1 - Tra il 2021 e il 2024, il numero di locali che offrono vino naturale è aumentato del 60%, evidenziando una crescita globale e significativa di questo settore.

  • 2 - Il consumo di vino naturale registra una crescita a due cifre, mentre il consumo complessivo di vino è diminuito in media del 9% nello stesso periodo.

  • 3 - L’ascesa del vino naturale va di pari passo con la crescita del vino biologico, passato dal 6% nel 2010 al 22% nel 2024.

  • 4 - In Francia, con 1.536 vignaiole/i naturali su 75.510 aziende vinicole, il vino naturale rappresenta il 2,03% del totale del settore.

  • 5 - In Italia, con 739 vignaiole/i  naturali su 30.000 aziende vinicole, il vino naturale rappresenta il 2,5% del totale del settore.

  • 6 - Top 5 delle città del vino naturale nel 2024: 1. Parigi (599 locali), 2. New York (183), 3. Roma (133), 4. Barcellona (112), 5. Bruxelles (104).

  • 7 - Top 5 dei Paesi del vino naturale nel 2024: 1. Francia (2.655 locali), 2. Italia (1.623), 3. Stati Uniti (612), 4. Spagna (351), 5. Giappone (336).

  • 8 - Oggi, nel 2025, oltre 8.500 locali dedicano almeno il 30% della loro carta ai vini naturali.

  • 9 - Oggi, nel 2025, oltre 3.000 viticoltori naturali producono vino naturale in tutto il mondo.
  • 10 - Il vino naturale è il futuro del vino!



Ringraziamenti

Vorremmo ringraziare tutto l'équipe raisin che da anni svolge un lavoro fenomenale al servizio del vino naturale. Per quanto riguarda questo resoconto, vorremmo ringraziare in modo particolare Louis Hollis.
Louis proviene dall'Università di Exeter, dove sta conseguendo una laurea in Economia e Francese con specializzazione in Economia ambientale e Finanza quantitativa. È stato lui ad aiutarci ad apportare una serie di importanti miglioramenti alla parte relativa allo sviluppo e ha contribuito in modo significativo all'estrazione di tutti i dati presentati nel documento che avete appena consultato. Julia Flynn, laureata in Wine and Spirits Management alla KEDGE Business School di Bordeaux, ci ha aiutato a redigere i contenuti in inglese e ha svolto gran parte del lavoro di pubbliche relazioni.
Vorremmo inoltre ringraziare la nostra équipe italiana composta da Elena Amprimo ed Enrico Pescatore, che ci hanno fornito un prezioso aiuto nell'adattamento e nella traduzione della versione italiana.
Infine, non possiamo dimenticare di citare: Nathalie Alves per la supervisione, Anaïs Jardin e Adam Simmons per la parte relativa alla comunicazione, Boris Quennehen per l'estrazione dei dati e, infine, il nostro osservatore americano: Andrew Krell.

 


Fonti utilizzate per redigere il presente documento:



1 Commenti
kontaktmd_gmailcom 09 Ott. 2025
kontaktmd_gmailcom

Dear Raisin-Team. Thanks for this brilliant update. Very comprehensive and valuable - and thanks for the detailled list of references. Best regards.

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