Agosto 24, 2023 - 0 Commenti

Il vino orange, o vino di macerazione, ha guadagnato popolarità negli ultimi anni... E noi ci rallegriamo di questo ritorno d’interesse per una tradizione nata in Georgia circa 8.000 anni fa, prima di diffondersi in Slovenia e in alcune regioni d’Italia. Ma che non ci si lasci ingannare: nessuna traccia di arance nel vino orange!
A differenza del vino bianco tradizionale, ottenuto unicamente dalla fermentazione del succo di uve bianche, il vino orange si produce grazie a un contatto prolungato tra il succo, le bucce e i vinaccioli di uve bianche. Un processo simile a quello dei vini rossi. Questa macerazione, che può durare da qualche giorno a diversi mesi, conferisce al vino un colore arancione molto caratteristico e contribuisce alla complessità degli aromi.
Per semplificare, il vino orange sarebbe quindi un vino bianco vinificato come un vino rosso. D’altronde, il contatto con le bucce permette anche di estrarre i tannini, tipici dei vini rossi. I vini orange sono così più strutturati e corposi rispetto ai vini bianchi a cui siamo abituati.
In base al vitigno, al terroir e alla tecnica di vinificazione, i tannini saranno più o meno presenti e gli aromi potranno variare sensibilmente da un vino orange all’altro. I descrittori più frequentemente individuati sono la frutta a nocciolo (pesca, nettarina), le note floreali, il miele, la frutta secca e le spezie.
Uno dei principali punti di forza del vino orange è la sua versatilità negli abbinamenti gastronomici. I suoi sapori e le sue consistenze complesse gli permettono di sposarsi con una grande varietà di piatti, in particolare quelli dai sapori decisi, come la cucina asiatica speziata, gli stufati e i formaggi stagionati.
Che siate intenditori, appassionati o semplici curiosi, l’esplorazione dei vini orange naturali ne vale davvero la pena. Quindi, se volete uscire dai sentieri battuti, lasciatevi tentare!
