Settembre 15, 2026 - 0 Commenti
Vignaioli naturali da scoprire su Raisin - Settembre 2026 🍇
Dalle ripide terrazze della Liguria ai pendii granitici del Beaujolais, dai vigneti d’alta quota dell’Armenia ai paesaggi mediterranei della Sicilia, la selezione di questo mese ci accompagna alla scoperta della straordinaria varietà di territori e realtà del vino naturale presenti su Raisin.
Francia, Italia, Spagna e Armenia. Quattro paesi, tanti territori, un filo comune: il legame con la terra e una viticoltura naturale, artigianale e viva.
A settembre, Raisin dà il benvenuto a nuovi vignaioli: piccole aziende familiari, realtà storiche e progetti sperimentali che recuperano vecchie vigne, salvano vitigni rari e sperimentano nuovi modi di fare vino.
Con l’inizio della vendemmia, la selezione di questo mese mette al centro le persone, i vitigni e i luoghi che danno vita al vino naturale. Dalle varietà autoctone armene a rischio di estinzione alle viti antiche e sconosciute del Beaujolais. Dai vigneti biodinamici affacciati sul Mediterraneo alle uve tradizionali di Toscana, Piemonte e Loira. 🌿
Ci sono vini fatti con 140 varietà di uva, progetti di vino naturale nati accanto a una distilleria di Cognac, piccoli vigneti familiari nel Lazio e aziende che producono vino insieme a ortaggi, miele e prodotti dell’allevamento.
Storie diverse, ma la stessa idea: proteggere la biodiversità, valorizzare i territori e fare vino in modo diverso.
Scopri i nuovi vignaioli che entrano a far parte di Raisin questo settembre, in attesa dei vini della nuova annata. 🍂
🍇 Scopri tutti i vignaioli naturali su Raisin.
📍 Pubblica la tua cantina sulla mappa di Raisin
Domaine du Mortier — Fabien & Cyril Boisard, Saint-Nicolas-de-Bourgueil, Francia

Fondato nel 1996 con tre ettari a Saint-Nicolas-de-Bourgueil, il Domaine du Mortier si è progressivamente ampliato fino a raggiungere oggi 16 ettari, distribuiti tra Saint-Nicolas-de-Bourgueil e Bourgueil, ai quali si aggiunge un vigneto sperimentale di sei ettari nella vicina Brain-sur-Allonnes. Fabien e Cyril Boisard coltivano le vigne senza ricorrere a prodotti chimici di sintesi, erbicidi, insetticidi o pesticidi, con l’obiettivo di preservare al meglio l’identità e l’equilibrio dei diversi terroir. Il progetto sperimentale Brain de Folie nasce da questa stessa filosofia e integra la viticoltura con pratiche di agroforestazione, attraverso la presenza di siepi, alberi e arbusti e la sperimentazione di diverse varietà di uva. In cantina, Fabien e Cyril adottano un approccio altrettanto rispettoso e poco interventista: le uve vengono sottoposte a pressature delicate, le fermentazioni avvengono spontaneamente e l’intervento del vignaiolo è ridotto al minimo.
Soc. Coop. Agr. Valli Unite — Costa Vescovato, Italia

Fondata negli anni Settanta da Ottavio Rube, Enrico Boveri e Cesare Berutti, Valli Unite è una cooperativa agricola nata dall’idea di un modo di vivere e lavorare in armonia con la natura. Oggi il progetto coinvolge circa 40 persone e si estende su oltre 100 ettari coltivati secondo i principi dell’agricoltura biologica. Accanto alla produzione di vino, la cooperativa produce farina, miele e verdure e si dedica anche all’allevamento. Dal 2009 Valli Unite ha scelto di eliminare dai propri vini l’aggiunta di sostanze ritenute non necessarie, rinunciando inoltre alla filtrazione sterile, alla chiarifica e all’impiego di lieviti selezionati. Nei vigneti vengono coltivate principalmente varietà autoctone, tra cui Timorasso, Dolcetto, Barbera, Croatina, Cortese e Favorita.
Bodega Vineron S.L. — Samuel Párraga, Andalusia, Spagna

Il rapporto di Samuel Párraga con il vino nasce durante l’infanzia, quando affianca il padre nella produzione dei tradizionali vini di Málaga. Nel 2017 avvia il proprio progetto personale e, l’anno successivo, realizza i suoi primi vini naturali, lavorando con vigneti tradizionali della provincia di Málaga e recuperando varietà minoritarie, alcune delle quali a rischio di estinzione. Oggi produce spumanti, vini bianchi, rossi e dolci a partire da uve raccolte manualmente. La vinificazione segue un approccio artigianale e naturale, basato su fermentazioni spontanee e sull’assenza di additivi enologici. I vini non vengono filtrati né sottoposti a stabilizzazioni artificiali, preservando così il più possibile l’espressione autentica delle uve e dei vigneti da cui provengono.
LIANE — Gabriele Jacobini, Marino, Italia

Gabriele Jacobini coltiva circa 2,5 ettari nella Valle Marciana di Marino, distribuiti in tre appezzamenti messi a dimora tra gli anni Sessanta e Ottanta e affacciati sul Mar Tirreno. I vigneti ospitano esclusivamente varietà locali tradizionali, tra cui la Malvasia Puntinata del Lazio, la Malvasia di Candia e diversi cloni di Trebbiano. Il progetto è interamente a conduzione familiare, senza dipendenti né consulenti esterni. Per Gabriele, il vino artigianale non rappresenta soltanto una pratica agricola, ma anche uno strumento attraverso cui costruire sostenibilità sociale, autonomia e condivisione. L’azienda non dispone di certificazione biologica, ma in vigna ricorre esclusivamente a prodotti di contatto a base di zolfo e rame e non utilizza fertilizzanti, né erbicidi.
Conservatoire De Vignes Anciennes — Karine & Cyril Alonso, Marchampt, Francia

A Marchampt, nel Beaujolais, Karine e Cyril Alonso hanno dato vita a un vero e proprio conservatorio ampelografico, che riunisce circa 140 varietà di vite: 28 di Chardonnay, 31 di Gamay e oltre 52 tra ibridi, semenzali e Vitis sylvestris in produzione. I vigneti si sviluppano su ripidi pendii di granito grigio, con pendenze comprese tra il 42% e il 47%, esposti a sud e coltivati secondo un sistema di impianto in cui le diverse varietà sono mescolate tra loro. Il cuore del progetto è la conservazione e la tutela delle varietà regionali a rischio di estinzione, valorizzate attraverso vinificazioni prive di qualsiasi additivo o intervento in cantina.
Azienda Agricola Pierasco — Sofia Casarin, Treviso, Italia

Azienda Agricola Pierasco è una piccola cantina artigianale della provincia di Treviso (Zero Branco), nata dall’incontro tra la passione per la biologia e una profonda attenzione alla sostenibilità ambientale. Sofia Casarin, dopo gli studi in Biologia Vegetale, ha conseguito un dottorato in Genetica e Patologia della Vite, dedicando la propria ricerca alla riscoperta del patrimonio viticolo dei terreni di famiglia, dove sopravvivono viti secolari e varietà locali ormai quasi scomparse. L’azienda vive all’interno di un ecosistema ricco e diversificato, popolato da numerose specie vegetali e animali. I vigneti sono coltivati secondo i principi dell’agricoltura rigenerativa, con l’obiettivo di preservare e accrescere la vitalità del suolo e dell’intero ambiente agricolo. In cantina il lavoro segue un approccio essenziale e rispettoso della materia prima: le fermentazioni avvengono spontaneamente, senza l’aggiunta di additivi, i vini vengono sottoposti a macerazione e non sono filtrati. L’affinamento avviene in damigiane di vetro da 54 litri, in un processo lento e naturale nel quale sono il tempo, la temperatura e la pazienza a guidare l’evoluzione del vino.
Sentimental Wine — Famiglia Simonyans, Aghdzk, Armenia

Sentimental è un piccolo progetto di vino naturale della famiglia Simonyans, con sede ad Aghdzk, nella regione di Aragatsotn, a un’altitudine compresa tra i 1.100 e i 1.200 metri. La famiglia ha iniziato a produrre vini naturali in piccole quantità nel 2020, lavorando principalmente con uve Voskehat, Kangun, Muscat e Karmrahyut. Non disponendo ancora di vigneti di proprietà, i Simonyans collaborano con un ristretto gruppo di viticoltori familiari di fiducia nelle regioni di Aragatsotn e Vayots Dzor. Le uve vengono raccolte e selezionate manualmente direttamente in vigna. In cantina, le fermentazioni avvengono spontaneamente, senza l’aggiunta di additivi e senza chiarifica o filtrazione. Nella maggior parte dei casi, i vini vengono prodotti anche senza aggiunta di solfiti.
Château Gaudrelle — Emile Pasquier, Rochecorbon, Francia

Alle porte di Tours, a Rochecorbon, Château Gaudrelle appartiene alla famiglia Pasquier dal 2020 ed è oggi condotto da Émile Pasquier. I 17 ettari di vigneto, certificati biologici e biodinamici, sono coltivati principalmente a Chenin Blanc, affiancato da Menu Pineau, Cabernet Franc e Grolleau. Grande attenzione è riservata al lavoro in vigna, dove pratiche come l’agroforestazione, la trazione animale e la reintroduzione del Menu Pineau testimoniano la volontà di preservare e valorizzare il patrimonio viticolo locale. La vendemmia è interamente manuale e, in cantina, ogni parcella viene vinificata separatamente. Le uve sono sottoposte a pressature delicate e fermentano spontaneamente; l’impiego dei solfiti è ridotto al minimo e limitato all’imbottigliamento.
Distillerie du Peyrat — Antoine Laforest, Houlette, Francia

Nell’azienda di famiglia a Le Peyrat, in Charente, Antoine Laforest coltiva secondo i principi dell’agricoltura biologica 25 ettari destinati alla produzione di Cognac, ai quali si aggiungono due ettari dedicati ai vini naturali. Le uve provengono da una parcella argillo-calcarea, chiamata Les Champs du Devant, coltivata principalmente con varietà bianche come Ugni Blanc, Folle Blanche e Colombard. La vendemmia è effettuata manualmente; le uve vengono quindi pressate e vinificate senza l’aggiunta di additivi, utilizzando esclusivamente lieviti indigeni. Anche l’imbottigliamento viene effettuato direttamente in azienda. Il progetto vinicolo, ancora di piccole dimensioni, dà vita attualmente a una produzione limitata di vini, tra cui un bianco secco e uno spumante naturale.
Chai Julip — Judith Melka & Philippe Peignier, Murviel-lès-Béziers, Francia

Chai Julip è una proprietà di 12 ettari nella zona di Saint-Chinian, rilevata nel 2021 da Judith Melka e Philippe Peignier. L'azienda conta vecchie vigne di oltre 60 anni, piantate su terreni di scisto e immerse nella garrigue, dove Syrah, Grenache, Carignan e Cinsault costituiscono il cuore del progetto. I vigneti sono condotti secondo i principi dell’agricoltura biologica, attraverso pratiche attente all’equilibrio dell’ecosistema: inerbimento naturale, pascolo delle pecore, agroforestazione e lavorazioni manuali. Dal 2025 l’azienda è certificata AB e Vins Méthode Nature. In cantina, la vinificazione segue un approccio poco interventista, con fermentazioni affidate ai lieviti indigeni, estrazioni delicate e un uso minimo, quando non del tutto assente, di solfiti. Philippe, dopo una carriera come pilota, si dedica oggi alla cura dei vigneti, mentre Judith, che ha lavorato per 25 anni come chef, segue direttamente il lavoro in cantina.
La Mercareccia — Fabrizio Zanfi, Toscana, Italia

Fabrizio Zanfi coltiva tre ettari di vigneto e due di oliveto lungo la costa tirrenica, a circa otto chilometri dal mare, nel cuore dell’antica Toscana etrusca. I vigneti, condotti secondo i principi dell’agricoltura biologica, sono dedicati a Sangiovese, Syrah e Ciliegiolo e affondano le radici in terreni di arenaria gialla, ricchi di conchiglie fossili che testimoniano l’antica origine marina di questi luoghi. Fabrizio definisce il proprio approccio alla viticoltura come una «scienza dell’annata»: un modo di lavorare che implica l’adattamento costante delle pratiche in vigna e in cantina alle condizioni specifiche di ogni stagione. Fondata nel 2004, l’azienda produce in piccole quantità vino e olio extravergine di oliva.
Babalù Società Agricola S.S. — Luca Toneatti & Giorgia Maranzan, Sicilia, Italia

Babalù nasce nel 2024 dall’iniziativa di Luca Toneatti e Giorgia Maranzan, coppia originaria di Vicenza che, spinta dalla passione per il vino, la cucina e l’enoturismo, ha scelto di trasferirsi in Sicilia. Oggi coltivano circa un ettaro di vigneto tra Partinico e Balestrate, in un paesaggio collinare caratterizzato dalle brezze marine e dalla vegetazione mediterranea. Nei vigneti trovano spazio alcune delle principali varietà autoctone siciliane, tra cui Catarratto, Carricante, Grillo e Nerello Mascalese. La conduzione segue un approccio integralmente naturale: niente prodotti chimici di sintesi, vendemmia manuale e fermentazioni spontanee affidate ai lieviti indigeni. In cantina i vini vengono lavorati senza l’aggiunta di additivi e senza chiarifica né filtrazione, nel rispetto della materia prima e dell’identità del territorio. Accanto alla produzione vinicola, Babalù produce anche olio extravergine d’oliva. Dal 2025 il progetto si è inoltre aperto all’ospitalità con Casa Babalù.
Stella Di Lemmen — Lucia Bruzzone, Riomaggiore, Italia

Sopra Riomaggiore, il progetto agricolo Stella di Lemmen, fondato da Lucia Bruzzone, nasce in stretta relazione con il paesaggio delle Cinque Terre: le ripide terrazze, la luce del mare e i venti salmastri della costa ligure ne definiscono tanto il carattere quanto il lavoro quotidiano. Al centro del progetto c’è la biodiversità, con l’idea di considerare il vigneto non come una monocultura isolata, ma come parte di un ecosistema agricolo più ampio e interconnesso. Lucia segue i principi dell’agricoltura biodinamica e svolge manualmente tutte le operazioni in vigna, modulando gli interventi in funzione dei ritmi delle piante, dell’andamento dell’annata e delle particolari difficoltà imposte dalla morfologia terrazzata. In cantina, le fermentazioni sono spontanee in accordo con un approccio non interventista. Anche le modalità di affinamento vengono scelte di volta in volta, assecondando il carattere di ogni annata attraverso l’utilizzo di contenitori diversi, dalle anfore in terracotta all’acciaio, dalle barrique alle damigiane.
