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Non nasciamo agricoltori, ma abbiamo scoperto che il vino artigianale può diventare un vettore di promozione della sostenibilità sociale e dello stare insieme. Il vino ci ha portati in campagna, dove si condividono intere giornate di lavoro tra tanti discorsi ed esperienze condivise che ci segnano e creano memoria collettiva. In questa epoca di incertezze, una giornata in campagna è per noi la risposta e la nostra scelta.
Seppur non certificati come azienda biologica, in vigna utilizziamo esclusivamente prodotti di contatto a base di zolfo e rame per contenere oidio e peronospora.
Il suolo, composto in prevalenza da sabbie vulcaniche e materiale pirico viene lavorato solo una volta l’anno in superficie. Crediamo nella naturale capacità del suolo di generare fertilità e drenaggio per le nostre colture. Non utilizziamo concimi né diserbanti.
In cantina le fermentazioni si avviano spontaneamente e si concludono (malolattica compresa) grazie ai lieviti indigeni naturalmente presenti sulle bucce, senza additivi ed inoculi. In tal senso l’uva per me non è un mezzo ma un fine. L’intero lavoro agricolo volge a questo risultato: avere un frutto vivo e sano che fermenti in piena naturalezza.
I vini non vengono filtrati in nessuna fase della vinificazione. Sono i travasi (svolti assecondando le fasi lunari) a pulire il vino, oltre alle temperature naturali del nostro inverno collinare ed il tempo.
i nostri vini, non subiscono nessuna privazione né aggiunta (salvo una lieve aggiunta di anidride solforosa durante i travasi, che comunque non supera mai i 30 mg/litro).
Nessun vino ross al momento.
Nessun vino spumante al momento.
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