Settembre 14, 2023 - 0 Commenti

La piquette, il cui nome deriva da “piquer” (pungere), vanta una lunga storia e un ritorno di popolarità negli ultimi anni. Un tempo era considerata una bevanda molto semplice, consumata soprattutto da agricoltori, vignaioli e famiglie modeste. Eppure, il suo metodo di produzione si inserisce in un vero approccio di sostenibilità e riduzione degli sprechi.
Tradizionalmente, la piquette veniva prodotta a partire dalle vinacce rimaste dalla produzione del vino. Queste venivano brevemente messe in ammollo nell’acqua, per estrarne il succo e gli aromi residui. A volte si aggiungevano zucchero o miele per facilitare la fermentazione e dare più corpo alla bevanda.
Con la piquette naturale, non vengono aggiunti prodotti chimici né additivi, e i lieviti indigeni presenti sulla buccia dell’uva trasformano gli zuccheri residui in alcol durante la fermentazione (da qualche giorno a una settimana). Utilizzando tutte le parti dell’uva per creare una bevanda gradevole, è un perfetto esempio di vinificazione sostenibile.
Il risultato è una bevanda a bassa gradazione alcolica (tra il 5 e l’8%), fruttata, leggermente effervescente e rinfrescante, i cui profili aromatici variano in base alle varietà di uva. All’origine, l’obiettivo era offrire ai vendemmiatori un prodotto più leggero e a buon mercato, evitando così che consumassero troppo alcol durante il lavoro.
Mentre la piquette ritrova il successo negli Stati Uniti e in Giappone, la sua vendita è illegale nell’Unione europea. In Francia, una legge fu approvata nel 1907 per vietarla, a causa della saturazione del mercato. La piquette fu bandita per proteggere la filiera viticola dalla sovrapproduzione e dal calo dei prezzi.
La piquette ha un’antenata! Nella Roma antica, la Lora era una bevanda simile, consumata da schiavi, poveri e lavoratori. Oggi, gli appassionati di vino riscoprono le qualità uniche della piquette, che, poco a poco, si sta ritagliando un posto al sole nel mondo del vino. Incrociamo le dita affinché la legge ne autorizzi il ritorno in Europa al più presto!
