L’innesto: la cicatrice invisibile presente in ogni bottiglia di vino

Giugno 04, 2026 - 0 Commenti

L’innesto: la cicatrice invisibile che custodisce la storia di ogni bottiglia di vino

Su quasi ogni vite del mondo è presente una cicatrice. Discreta, vicina al terreno e spesso ignorata. Eppure, senza quel segno silenzioso, il vino europeo come lo conosciamo oggi probabilmente non esisterebbe. È la cicatrice dell’innesto: una traccia che racconta una delle più gravi crisi mai affrontate dalla viticoltura e la straordinaria soluzione che ne ha garantito la sopravvivenza.


Il giorno in cui le vigne rischiarono di scomparire

A partire dagli anni Sessanta dell’Ottocento, un minuscolo insetto originario del Nord America giunse in Europa insieme alle barbatelle importate: la fillossera. Attaccava le radici della Vitis vinifera, la vite europea, in modo subdolo e quasi invisibile. Le piante si indebolivano lentamente e spesso trascorrevano anni prima che si riuscisse a individuare la vera causa del loro deperimento.

Segnalata in Francia già nel 1863, la fillossera si diffuse rapidamente, devastando nell’arco di pochi decenni gran parte dei vigneti francesi e, successivamente, europei. Bordeaux, Borgogna, Champagne e molte altre celebri regioni viticole furono duramente colpite. La viticoltura europea attraversò una delle crisi più gravi della sua storia.

La soluzione arrivò, paradossalmente, dallo stesso continente da cui proveniva il parassita. Le viti americane, evolutesi insieme alla fillossera, avevano sviluppato una naturale resistenza ai suoi attacchi. Si scelse quindi di innestare le varietà europee su portainnesti americani: le radici garantivano la difesa della pianta, mentre la parte aerea continuava a produrre l’uva delle varietà tradizionali.

Due origini, una sola vite.

Il sapore resta quello delle varietà europee; le radici, invece, sono americane.

Oggi circa l’85% dei vigneti del mondo è costituito da piante innestate. Ogni bottiglia di vino custodisce, così, la memoria di quella crisi con una cicatrice invisibile.

Innesto di una vite
Innesto di una vite

Un sapere che si trasmette, un gesto che si perfeziona nel tempo.

È qui che entra in gioco Vitigreffe. Fondata da Jérôme e Grégory Ragueneau e con sede a Roquevaire, nel sud della Francia, l’azienda è specializzata da oltre vent’anni nell’innesto e nel sovrainnesto della vite. Opera in tutta la Francia e all’estero, utilizzando tecniche precise, collaudate e trasmesse con cura.

Il loro lavoro risponde a diverse esigenze: cambiare varietà senza estirpare le vigne grazie al sovrainnesto, prolungare la vita di ceppi colpiti dal mal dell’esca o da altre malattie del legno attraverso il reinnesto, oppure favorire un migliore sviluppo radicale nei terreni difficili tramite l’innesto in campo. Per ogni problema esiste una soluzione specifica.


Innestare significa anche curare

Un aspetto meno conosciuto dell’innesto è che rappresenta anche uno strumento di cura per la vite. Il sovrainnesto, ad esempio, elimina in una sola operazione le vecchie ferite di potatura e le necrosi accumulate nel corso degli anni. Queste lesioni possono compromettere il flusso della linfa e indebolire progressivamente la pianta. Il risultato è una struttura più sana e la possibilità di tornare a produrre già dall’annata successiva.

Di fronte al cambiamento climatico, favorire uno sviluppo radicale profondo fin dall’impianto del vigneto è diventato anche una risposta concreta. Una vite che affonda le radici in profondità resiste meglio alla siccità, alle ondate di calore e alle difficoltà di annate sempre più imprevedibili.

Un innesto di vite
Innesto di una vite


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