Settembre 04, 2025 - 4 Commenti
Il sidro naturale è il cugino ancora poco conosciuto del vino naturale. Condivide gli stessi valori e la stessa filosofia, ma nasce da un frutto diverso. Frutti sani, zero chimica, lieviti autoctoni, fermentazione spontanea… le regole del gioco restano le stesse.
Eppure, dietro questa apparente semplicità si cela una sfida affascinante: come conciliare il rispetto della tradizione contadina con una creatività senza limiti?
Incontriamo cinque produttori che reinventano il sidro seguendo l’ispirazione del vino naturale.
Il rispetto del frutteto e del gesto contadino
Cidrerie du Golfe: quando le pecore fanno il loro lavoro
Ad Arradon, sul Golfo di Morbihan, Marc Abel e Max Brel hanno portato all’estremo il concetto "zero additivi" . I loro sei ettari di frutteti a alto fusto sono biologici, ma vanno ben oltre: l’utilizzo di combustibili fossili è quasi ridotto a zero e i loro frutteti sono curati dalle pecore, che provvedono alla rasatura dell’erba e alla concimazione del terreno.
“La nostra passione per il vino naturale ci ha portati a immaginare sidri fatti con la stessa cura del vignaiolo”, raccontano. La raccolta avviene rigorosamente a mano, al giusto grado di maturazione; l’80% dei frutti proviene dai loro frutteti, integrati da piccole parcelle locali. Le fermentazioni, lente e condotte a 10 °C, permettono di conservare tutti gli aromi del frutto.
Il risultato? Sidri biologici, fermentati con lieviti indigeni, senza solfiti aggiunti e con una presa di spuma naturale: sidri che raccontano la sincerità del frutto e del gesto contadino.
Jacques Perritaz - Cidrerie du Vulcain: 20 anni di esperienza con frutti e fermentazioni
Era il 2006 quando Jacques Perritaz, allora in Svizzera, decise di dedicarsi alla trasformazione di mele, pere e cotogne provenienti da vecchi frutteti ad alto fusto, non trattati e di varietà antiche. Oggi Perritaz ha trovato casa in Bassa Normandia, nella fattoria La Prémoudière, dove continua la sua ricerca con sidri, poiré e Calvados AOP.
La sua cifra stilistica è il “guillage”, tecnica mutuata dalla Clairette de Die (un vino aromatico tipico della Drôme), che gli consente di produrre sidri frizzanti, delicatamente dolci e parzialmente fermentati. Il suo approccio è rimasto fedele ai principi originari: frutta “pur jus”, fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, filtrazioni minime. E dal 2022, a completare il percorso, sono arrivati anche i primi Calvados AOP, testimonianza di un lavoro che unisce tradizione, sperimentazione e rispetto per il frutto.
Antoine Marois: l’eccellenza normanna reinterpretata
Nel cuore del Pays d’Auge, Antoine Marois custodisce 7,5 ettari di frutteti ad alto fusto, popolati da antiche varietà patrimoniali come Fréquin Rouge, Mettais, Saint Aubin, Binet Rouge… La sua azienda si trova a Cambremer, villaggio simbolo del “Cru de Cambremer”, parte integrante dell’AOP Cidre Pays d’Auge.
Qui la natura è lasciata libera di esprimersi: coltivazione estensiva, assenza di trattamenti, rispetto per la biodiversità. Da questo approccio nascono poiré e sidri dalla purezza sorprendente, capaci di restituire l’anima più autentica della Normandia: un patrimonio vivente che unisce radici secolari e sensibilità contemporanea.
La creatività con la frutta
Cidrerie de Reillon: la Lorena dai mille sapori
In Lorena, Grégoire Jacquot ha trasformato il piccolo villaggio di Réillon in una vera e propria fucina del sidro naturale. Partito raccogliendo frutti da frutteti non trattati, oggi coltiva 6 ettari certificati bio, di cui 4,5 dedicati a nuove piantagioni ad alto fusto.
La sua cifra distintiva? Una collezione di etichette, che supera i confini della mela, e include pera, cotogna, mirabella, ciliegia, susina… Le mele acidule del terroir lorenese regalano sidri freschi e vibranti, mentre gli altri frutti ampliano lo spettro aromatico con sfumature inaspettate. La lavorazione segue pratiche artigianali: raccolta manuale, pressatura “a strati” per i frutti con semi, macerazione per gli altri. Nessun additivo chimico, nessun solfito: solo la purezza della frutta e del territorio.
Quando i vignaioli si dedicano al sidro
La Minoterie: l’esperienza alsaziana al servizio della mela normanna
Laure Sourdin rappresenta un autentico ponte tra viticoltura e sidricoltura. Formatasi presso Zind-Humbrecht in Alsazia, oggi applica la sua esperienza nel mondo del vino alle mele della sua regione natale, la Manche.
Utilizza una pressa verticale per ottenere un mosto limpido, controlla le fermentazioni tramite semplici travasi e lascia che la presa di spuma avvenga naturalmente. I suoi sidri “naturali” sono prodotti senza alcun intervento chimico né filtrazione, con una produzione volutamente limitata a 25.000 bottiglie. La gamma comprende quattro cuvée di sidri e due di poiré, ma Laure sta pensando anche a progetti futuri dedicati a sidro di ghiaccio e acquaviti.
La nuova geografia del sidro naturale
Questo movimento sta tracciando una mappa del tutto nuova del sidro francese. Addio al predominio bretone e normanno: il sidro naturale si libera dai confini tradizionali.
Tutti questi produttori condividono una convinzione profonda: il sidro merita la stessa considerazione del vino. Stesso rispetto per il terroir, identica attenzione alla qualità, medesimi valori ambientali.
Oltre la moda, un ritorno alle origini
Il sidro naturale non è una moda passeggera. È il punto d’incontro tra la saggezza contadina (frutteti ad alto fusto, varietà antiche, gesti rispettosi della natura) e l’innovazione del vino naturale, con fermentazioni controllate, creatività e un approccio da vero vignaiolo.
Sia che nasca da un produttore di sidri tradizionale che si apre al naturale, da un vignaiolo che sperimenta nuove fermentazioni, o da un artigiano che lavora più frutti, il sidro naturale porta con sé un unico filo conduttore: il rispetto per la natura.
In un mondo dove il sidro industriale si riempie di concentrati, aromi artificiali e bollicine forzate, questi produttori rappresentano una resistenza del gusto. Mostrano che tra tradizione e modernità c’è una terza via: quella del gusto autentico.
Puoi scoprire tutti questi produttori sull’app Raisin, tramite il filtro “Produttore di sidro” 🍎. Perché la rivoluzione del gusto passa anche dalla mela.





