Dicembre 18, 2025 - 1 Commenti
Le bottiglie del cuore dell'équipe Raisin
Ogni anno l'équipe Raisin assaggia centinaia di vini naturali: agli eventi, in cantina, nei locali, a casa, e talvolta in luoghi in cui ci ritroviamo quasi per caso. Tra tutte queste bottiglie, però, ce n’è sempre una che lascia un segno particolare: un vino capace di racchiudere un momento, la mano di un vignaiolo, un paesaggio o, semplicemente, una sensazione che ci viene voglia di custodire ancora per un po’.
Abbiamo chiesto a ogni membro dell’équipe di indicare la propria bottiglia dell’anno: quella da consigliare senza esitazioni, quella che continua a tornare alla mente, quella che si riaprirebbe subito, se solo fosse possibile.
Dal Cabernet Franc dal tratto affumicato al Savagnin salino, dal Rkatsiteli vibrante a un inatteso Chenin spagnolo, ecco le bottiglie che hanno scandito il nostro anno, e che potrebbero, con la stessa facilità, accompagnare anche il vostro.

Andrew Krell
Ruolo: Rappresentante USA
Bottiglia consigliata: Okro's Wines – Zvari Rkatsiteli 2022, Kakheti, Georgia
Un abbinamento magico con il Chakapuli, il tipico stufato georgiano di agnello e vitello con prugne acide e tante erbe, provato da Cellar 36 NYC. Uno Rkatsiteli tra i più gustosi che abbia mai bevuto! È un vino vivace e fresco, aromatico e immediato, con un’acidità vibrante, un frutto bellissimo e tannini perfettamente integrati. Morbido e ricco, un concentrato di sole ed energia in bottiglia. Il vigneto si trova a 1.000 metri di altitudine. Non è un vino prodotto nelle tradizionali qvevri, ma ottenuto con vinificazione e affinamento in acciaio. Importato da Jenny & François.

Boris Quennehen
Ruolo: Volontario
Bottiglia consigliata: Michel Autran – Les enfers tranquilles, Loire, Francia
Un grande Chenin della zona di Vouvray che accompagnerà alla perfezione un vostro pranzo nei giorni di festa. Mentre al naso risulta molto affascinante e complesso, in bocca è morbido, sostenuto da una bella acidità che equilibra meravigliosamente l’insieme.

Elena Amprimo
Ruolo: Head of Italy
Bottiglia consigliata: Cascina Tavijn – Nando, Piemonte, Italia
Nando di Nadia Verrua è un bianco fresco e disinvolto che racconta un lato poco conosciuto del Piemonte. Un assemblaggio di Cortese e di due vitigni quasi dimenticati, Bussanello e Baratuciat. Nel bicchiere si presenta con un giallo dorato, note erbacee e un tocco di zenzero. In bocca è invitante e chiude con una lieve sfumatura tannica. L’ho scoperto in Val di Susa, alla Trattoria La Baritlera, un bell’incontro tra una cucina di territorio autentica e un vino che ti fa venire voglia di restare a tavola un po’ più a lungo.

Enrico Pescatore
Ruolo: Customer Success & Sales
Bottiglia consigliata: Robb de Matt – Big Bang, Campania, Italia
Questo pét-nat, frutto della macerazione di Falanghina, Trebbiano e Moscato, è puro succo d’uva. Come suggerisce il nome, è un’esplosione di gioia, con una bolla persistente che accende subito l’atmosfera. Perfetto in ogni situazione, da un sorso rilassato in spiaggia a un brindisi gioioso: questa bottiglia mette tutti d’accordo e crea immediatamente un’aria di festa. Disponibile da Indovino a Napoli.

Jean-Hugues Bretin
Ruolo: Fondatore
Bottiglia consigliata: Paraiso Natural, Vinho Verde, Portogallo
È la bottiglia perfetta se volete stupire i vostri ospiti! Dove viene prodotto? Che vitigno è? Ci sono pochissime probabilità che qualcuno indovini: promesso! Il talento non ha frontiere e questo vino è la vostra corsia diretta verso la corrente del Golfo e il Portogallo. Questo vino che sa di brezza oceanica è prodotto da uve Loureiro, ma potrebbe facilmente essere scambiato per un Savagnin, uno Chenin o persino uno Chardonnay. Complimenti a Leli e Miguel di Saravá – Galactic Wine per questo vino estremamente preciso e curato.

Julia Flynn
Ruolo: Wine & Product Intern
Bottiglia consigliata: Domaine De L’Ubac – Le hasard et la chance, Rodano, Francia
Questa bottiglia di Nicolas Sinoir è ufficialmente il mio must per le feste. Una Clairette blanche di montagna: luminosa, agrumata, erbacea e incredibilmente facile da bere. Perfetta per le grandi tavolate vivaci, dall’aperitivo alla raclette, e un vino splendido per brindare all’amicizia, alla fortuna e ai piani improvvisati per le feste.

Laura Doggen
Ruolo: Head of Product
Bottiglia consigliata: Joan Ramón Escoda – Els Bassots 2023, Catalogna, Spagna
Anche se bevo soprattutto rossi e pét-nat, il vino che mi ha più sorpresa quest’anno è un bianco: Els Bassots 2023 di Joan Ramón Escoda. Questo rarissimo Chenin Blanc spagnolo si è imposto tra grandi nomi per la sua energia vivace, l'incredibile profondità, la lunga persistenza e una materia generosa. Ho comprato la mia bottiglia in una delle mie enoteche preferite ad Amsterdam, Vleck Wijnen, dove mi era stato caldamente consigliato.

Nathalie Alves
Ruolo: Partner
Bottiglia consigliata: Domaine La Vigne Mouton – Le Mouton Rote & Chill, Borgogna, Francia
Un bellissimo pét-nat della Borgogna, dalla bolla fine, a base di Chardonnay e Aligoté, preparato con amore e talento da Margaux Calland e Valentin Richoux. Perfetto per le feste e per rompere il ghiaccio a inizio serata! Disponibile da Ô Divin Épicerie.

Adam Simmons
Ruolo: Content Creator
Bottiglia consigliata: Domaine de la Tournelle – Fleur de Savagnin, Jura, Francia
Questa bottiglia, la vignaiola che la produce, Évelyne Clairet, e la città di Arbois mi sono davvero molto care. Il Savagnin è il mio vitigno preferito e questa cuvée lo esprime alla perfezione. In bocca, sentori d'agrume, pera essiccata, una trama minerale e rocciosa, con fini note floreali e affumicate, poi quel finale salino così tipico dello Jura. L’ultima bottiglia l’ho trovata da Les Canon a Montpellier, ma se riuscite a berla in un pomeriggio d’estate sulla terrazza del Bistrot de la Tournelle ad Arbois, è difficile immaginare qualcosa di meglio!

Anaïs Jardin
Ruolo: Community Manager
Bottiglia consigliata: Jonathan Maunoury – Sarrandières 2023, Loire, Francia
Questo Cabernet Franc di Jonathan Maunoury è una di quelle bottiglie che mi regalano piacere ogni volta. Al naso sprigiona note affumicate, peperone rosso, mirtillo e liquirizia. In bocca è pieno, morbido, con una bella energia e una trama setosa. Jonathan lavora in biodinamica sui pendii di Puy-Notre-Dame, senza aggiunta di solfiti, e si percepisce: il vino è schietto, vibrante, generoso. Un carattere deciso, ma sempre accessibile, perfetto per una serata tra amici attorno a una bella tavola. Se siete a Parigi, fate un salto da Les Résistants in rue du Château d’Eau 29, nel 10º arrondissement: lo trovate nella loro cantina ed è un indirizzo che merita davvero!U

Viktoriia Gauthier
Ruolo: Quality Assurance
Bottiglia consigliata: Luc Bauer – Altiesse en Paradis, Ain, Francia
Un vino bianco secco, delicato e minerale. Ciò che mi è piaciuto di questo vino è la sua freschezza, ma anche la complessità aromatica, che cambia e si evolve sorso dopo sorso. Questo vino è raffinato, intenso, profondo, molto ben equilibrato e offre una rara complessità minerale. Una bottiglia perfetta da condividere all’aperitivo tra amici o per una bella cena. L’ho scoperto a Lione, da Grive.
