Settembre 17, 2026 - 0 Commenti
« Funky »: la parola che infastidisce un po' Dario Nocci
Un vino sporco non è mai un buon vino naturale. Può sembrare quasi ovvio, ma a La Ginestra, a Panzano, preferiscono dirlo chiaramente: un vino naturale degno di questo nome deve poter piacere a tutti, sia agli appassionati di vino naturale sia agli altri. In altre parole: deve essere pulito. Dario Nocci, che gestisce questa realtà multifunzionale di otto persone insieme ad Alessandro Bicchi e Matteo Rinaldi, su questo punto non scende a compromessi.
Il biologico, da loro, non è certo una novità: la certificazione risale al 1989. Il naturale, invece, si è imposto più di recente, nel 2012. Nel mezzo, otto ettari di vigneti in Toscana, maiali e mucche che pascolano sui terreni a riposo, cereali antichi, legumi, erba medica, alveari, un orto, canapa CBD e persino un ristorante con camere per gli ospiti. Un'azienda vitivinicola, ma non solo.

Una parola da hipster, e allora?
« Funky »: da alcuni anni il termine è ovunque per descrivere quei vini naturali dagli aromi atipici, talvolta animali, talvolta volatili. Dario Nocci lo dice senza mezzi termini: è una parola da hipster. Ma bisogna davvero diffidarne?
Non particolarmente, secondo lui. Il termine non ha distrutto nulla, né ha creato un vero problema nel mondo del vino naturale. È solo un'etichetta, e un'etichetta non costituisce un difetto. La vera domanda non è sapere se un vino sia funky oppure no: è sapere se è buono.

L'equilibrio prima di tutto
Resta un punto delicato: l'acidità volatile. Nell'enologia convenzionale viene quasi sempre considerata un difetto, il segnale che qualcosa è andato storto. Dario Nocci non condivide un giudizio così categorico.
Per lui, l'acidità volatile diventa un problema solo quando rompe l'equilibrio. E l'equilibrio è proprio il filo conduttore di tutta la sua riflessione sul vino: come in ogni cosa, tutto è una questione di misura. Un'acidità volatile ben dosata può dare profondità a un vino, aggiungere rilievo e una tensione ulteriore. Se viene spinta troppo oltre, al contrario, si trasforma in un difetto e il vino ne risente.
Una bottiglia sincera
Ciò che Dario Nocci difende, in fondo, è un'idea semplice: il naturale non è un pretesto. In un mercato che attraversa momenti difficili, La Ginestra continua a cercare, bottiglia dopo bottiglia, di offrire un vino pulito, privo di difetti e sincero. Non per spuntare una casella, ma perché è ciò che merita chiunque stappi una bottiglia.
Funky oppure no, forse non è questa la vera questione.

