Canicola, grandine, vendemmie precoci: una stagione sotto tensione a Beauséjour

Luglio 09, 2026 - 0 Commenti

Canicola, grandine e vendemmie anticipate: una stagione sotto pressione a Beauséjour

43 °C. Alla fine di giugno, nel Bordolese il termometro ha toccato questa temperatura record, a distanza di appena un mese dalla prima ondata di calore. Nelle vigne di Château Beauséjour, a Puisseguin, a pochi chilometri da Saint-Émilion, Manu Dupuy ha visto le foglie delle viti bruciarsi sotto il sole. Ecco l'annata 2026: una vendemmia già destinata a entrare nella storia per la sua eccezionale precocità.

Una pianta che dà il meglio con un po’ sete, fino a un certo punto

La vite è una pianta rustica, capace di resistere al caldo e anche a periodi di scarsità d’acqua. Anzi, è proprio un lieve stress idrico a favorire le grandi annate: gli acini concentrano zuccheri, aromi e colore, dando origine a uve di maggiore qualità. Ma tra un po’ di sete e temperature di 43 °C c’è una differenza enorme. Oltre i 40 gradi, la vite non concentra più: soffre e si brucia.

Manu Dupuy ha osservato diffuse bruciature sulle foglie e, seppure in misura minore, casi di scottatura degli acini su alcuni grappoli: un fenomeno causato dall’esposizione diretta al sole e al calore intenso, che provoca il disseccamento dei chicchi d’uva.

Bruciature sulle foglie e scottature sui grappoli
Bruciature sulle foglie e scottature sui grappoli

Per limitare i danni, una sola strategia: conservare il massimo del fogliame. Niente cimatura, né sfogliatura durante gli episodi di canicola, in particolare sul lato del sole al tramonto, dove i raggi colpiscono con maggiore forza e dove il rischio di bruciature è massimo. Uno stress idrico troppo severo può anche bloccare di colpo la crescita della vite o la maturazione dell’uva: si parla allora di blocco della crescita o di blocco della maturazione.

Il tuono che rimbomba dopo il caldo

C’è un’altra conseguenza delle ondate di calore, meno nota ma sempre più rilevante: l’aumento del rischio di temporali, spesso accompagnati da grandinate violente. È un fenomeno meteorologico ben documentato: proprio nelle ultime ore di un’ondata di calore si sviluppano spesso le celle temporalesche che producono i chicchi di grandine più grandi e distruttivi.

Di fronte a eventi sempre più frequenti e intensi, nel settore vitivinicolo si fa strada una domanda cruciale: è arrivato il momento di rendere più flessibili i divieti di irrigazione previsti dai disciplinari delle AOC? Alcuni château non aspettano più la risposta: scelgono volontariamente di uscire dal sistema delle denominazioni per poter irrigare le loro vigne.

L’ironia della sorte: meno acqua, meno malattie

In queste condizioni estreme c’è però un aspetto positivo, «forse l’unico», osserva Manu Dupuy. La siccità e le temperature elevate ostacolano infatti lo sviluppo delle principali malattie fungine della vite, come peronospora, oidio e black rot, che necessitano di acqua e umidità per proliferare. Una vite più sana richiede meno trattamenti fitosanitari, con un conseguente risparmio sia di gasolio, sia di prodotti impiegati per la difesa delle colture.

Un’annata in anticipo su tutto

Ciò che confermano queste successive ondate di calore è l’accelerazione del ciclo vegetativo della vite. All’inizio di luglio, nel Bordolese, l’invaiatura, il momento in cui gli acini cambiano colore e iniziano la maturazione, è già cominciata. Una situazione del tutto inedita per la regione, che lascia presagire vendemmie estremamente precoci.

A Château Beauséjour, la biodinamica come risposta a lungo termine

A Château Beauséjour, Victor, Camille e Manu Dupuy portano avanti una tradizione di famiglia tramandata da quattro generazioni. Qui, la famiglia vinifica senza prodotti chimici da oltre un secolo, “come faceva mio nonno”, diceva già Alain Dupuy nel 1995, l’anno in cui suo figlio Gérard riprende la tenuta e ottiene la certificazione biologica presso Ecocert.

La storia di Château Beauséjour è indissolubilmente legata a quella della famiglia Dupuy, che ne è alla guida da quattro generazioni. Da oltre cent'anni qui si producono vini senza l'impiego di prodotti chimici nè in vigna, nè in cantina, nel solco di una tradizione familiare. «Come faceva mio nonno», ricordava Alain Dupuy nel 1995, quando il figlio Gérard prese in mano le redini dell'azienda e ne ottenne la certificazione biologica Ecocert.

Camille, Manu e Gérard Dupuy
Camille, Manu e Victor Dupuy

Da allora, la tenuta ha compiuto un ulteriore passo avanti, orientandosi sempre più verso i principi della biodinamica. In vigna non vengono impiegati pesticidi né diserbanti: solo concimi naturali e preparati biodinamici, come tisane di ortica ed equiseto, nebulizzati per rafforzare le difese naturali della vite. Anche la gestione dell’acqua piovana e la tutela della biodiversità, vegetale e animale, fanno parte integrante del lavoro quotidiano. La proprietà si avvale inoltre delle ricerche di Génodics, una disciplina che richiama alcuni principi della medicina quantistica: frequenze sonore elaborate a partire da quelle della terra vengono diffuse tra i filari con l’obiettivo di stimolare i meccanismi di autodifesa delle piante.

In un contesto segnato da estati sempre più calde e siccitose, questo approccio assume un significato ancora più profondo: una vite sana, radicata in un suolo vivo e fertile, è anche una vite capace di affrontare meglio gli stress imposti dagli eccessi climatici.

La vinificazione avviene interamente in tenuta, a Puisseguin, nell’antica cantina della certosa, dove riposano le barrique. I vini qui esprimono con autenticità il carattere del territorio: sono strutturati, generosi, dai tannini decisi e dal profilo caldo e avvolgente. Da undici anni, l'azienda produce anche cuvée senza solfiti aggiunti, ottenute grazie ad una rigorosa selezione delle migliori parcelle.

Tra ondate di calore sempre più frequenti e vendemmie che iniziano con un anticipo impensabile fino a pochi anni fa, una cosa appare evidente: a Beauséjour, come nel resto del Bordolese, il calendario della vite si sta riscrivendo seguendo il ritmo imposto dal cambiamento climatico.


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