Luglio 22, 2025 - 2 Commenti
Vino macerato al supermercato?
No, grazie.
Tra gli appassionati di vino naturale, pochi stili sono diventati iconici quanto il vino macerato (o orange wine). Le sue tonalità ambrate, il sapore ricco e la struttura sono da tempo simbolo del movimento del vino naturale, grazie a molti vignaioli che lasciano fermentare l’uva bianca a contatto con le bucce, senza aggiungere nulla, dando vita a vini freschi, con tannini e complessità.
Con la sua popolarità in costante aumento, il vino macerato ha varcato la soglia del grande pubblico, e oggi lo si trova sugli scaffali di supermercati europei come Lidl, Aldi, Carrefour a meno di 10€. Il problema? È decisamente improbabile che si tratti di vino naturale.

Ma come si produce un vino macerato? In sostanza, è un vino bianco vinificato come un rosso: il mosto resta a contatto con le bucce per giorni, settimane o addirittura mesi, estraendo colore, tannini e aromi. Questa tecnica affonda le sue radici soprattutto in Georgia, la patria storica del vino.
Ma la questione fondamentale è questa: il vino macerato si riferisce a uno stile di vinificazione, ma non è una garanzia di pratiche naturali. Si può produrre un orange wine in modo completamente convenzionale, usando lieviti selezionati, enzimi e altri additivi, e abbondando con i solfiti. Nulla di tutto ciò è escluso solo perché il vino è macerato.
In sintesi: non basta che un vino sia macerato per essere naturale. Il nostro consiglio è di evitare le grandi catene di supermercati e di approfondire sempre la filosofia del produttore. Si può farlo facilmente utilizzando lo scanner per vini dell’app Raisin, cercando direttamente la bottiglia o il produttore sul sito Raisin, oppure chiedendo consiglio a un esperto in un ristorante, una vineria o un’enoteca specializzati in vini naturali.
