Brut(es) torna, con ancora più fermenti!

Ottobre 16, 2026 - 0 Commenti

Brut(es) torna, con ancora più fermenti!

Gli appuntamenti dedicati al vino naturale sono spesso piccoli mondi a sé: produttori, bottiglie da scoprire, volti familiari e conversazioni che si protraggono calice dopo calice. E, a volte, incontri e assaggi capaci di lasciare il segno anche molto tempo dopo la fine dell’evento. A Mulhouse, Brut(es) torna quest’anno nel segno di questo stesso spirito, aprendosi a un universo della fermentazione ancora più vasto.

Accanto alla manifestazione dedicata al vino naturale debutta Ferments, un nuovo appuntamento che esplora la fermentazione oltre il mondo del vino. Dalla kombucha al miso, passando per aceti, amazake e garum, ci sarà spazio anche per sidro e birra, protagonisti di primo piano della manifestazione.

I due eventi si terranno da Motoco, a Mulhouse, il 31 ottobre e il 1° novembre 2026, per due giornate all’insegna delle fermentazioni, della scoperta e dell’incontro tra produttori.

Brut(es) (c) Marc Guénard
Brut(es) (c) Marc Guénard

Dal vino alla fermentazione in tutte le sue forme

L’idea di Ferments nasce da una conversazione con Elsa Steullet, fondatrice dell’Atelier Particulier de Fermentation, che in passato aveva organizzato a Sainte-Croix-aux-Mines un evento dedicato alle fermentazioni miste.

Per l'équipe di Brut(es), il legame con il proprio progetto è apparso subito evidente. Da tempo, infatti, il gruppo esplorava il mondo della fermentazione spontanea attraverso il vino, il sidro e la birra. Perché, dunque, limitarsi a queste bevande?

«Ci è sembrato naturale estendere il nostro interesse per la fermentazione spontanea nel vino, nel sidro e nella birra a tutte le forme di fermentazione, sia liquide sia solide.»

Più che dare vita a un universo completamente nuovo, Ferments nasce così dalla volontà di approfondire un principio già fondamentale per il movimento del vino naturale: la fermentazione, intesa come pratica, cultura e terreno di sperimentazione.

Ma che cos'è esattamente un «fermento»?

La fermentazione è un processo di cui sentiamo parlare sempre più spesso, ma che racchiude un universo molto più ampio e variegato di quanto si possa immaginare.

Con Ferments, i riflettori si accendono sui protagonisti di questo processo: lieviti, batteri e funghi che, attraverso la loro attività, trasformano le materie prime dando vita a prodotti dalle caratteristiche uniche. Il filo conduttore è la fermentazione naturale, senza ricorrere ad additivi, pastorizzazione o gasatura artificiale.

Ne emerge un panorama ben diverso da quello di un tradizionale evento dedicato al vino. Accanto a sidri e birre, i visitatori potranno esplorare un mondo di bevande e alimenti fermentati: kombucha, ginger beer, jun e fermentati spontanei, ma anche miso, amazake, sakè, garum, kvass, shrubs, verdure lattofermentate, oxymel e aceti.

Alcuni di questi prodotti stanno conquistando una crescente notorietà anche lontano dai luoghi in cui sono nati. Altri, come l’amazake, il garum e il kvass, restano ancora poco conosciuti al grande pubblico, pur custodendo tradizioni e saperi antichi.

Ed è proprio qui che risiede il fascino della fermentazione: non si tratta affatto di una moda recente, bensì di una pratica millenaria, utilizzata in molte culture per conservare e trasformare gli alimenti. La novità sta piuttosto nel rinnovato interesse nei suoi confronti e nella riscoperta delle possibilità che offre, tra tradizione, ricerca e sperimentazione.

Fermentazione da Elsa Steullet (c) TANGUY-SERGHERAERT-REGAIN MAGAZINE
Fermentazione da Elsa Steullet (c) TANGUY-SERGHERAERT-REGAIN MAGAZINE

Una reazione all’industrializzazione del cibo?

Secondo gli organizzatori di Ferments, questo interesse per la fermentazione nasce anche come risposta a un sistema alimentare sempre più industrializzato e alla progressiva perdita dei saperi legati alla cucina tradizionale.

La fermentazione propone un approccio diverso al cibo: più lento, legato al territorio, artigianale e, spesso, sorprendentemente semplice. Molti alimenti fermentati, infatti, si possono preparare anche in casa, con ingredienti comuni e attrezzature poco costose.

I social media hanno certamente contribuito a diffondere l’interesse per queste pratiche, rendendo più accessibili ricette, tecniche e conoscenze. Eppure, il fascino della fermentazione va ben oltre una semplice tendenza gastronomica online. Ci invita a riscoprire i processi naturali che trasformano gli alimenti e a comprendere come i microrganismi possano diventare nostri alleati in cucina.

Un approccio che risulterà familiare a chi conosce il mondo del vino naturale, dove il rapporto tra tempo, territorio e fermentazione è da sempre centrale.

Lasciare che la natura segua il suo corso

Uno dei punti di incontro più profondi tra Brut(es) e Ferments è la volontà di assecondare i processi naturali, anziché cercare di controllarne ogni singola fase.

L'équipe riassume questa filosofia in modo semplice: quando gli ingredienti sono quelli giusti e le condizioni favorevoli, la natura può fare il suo lavoro. Il compito dell’essere umano non è quindi quello di intervenire continuamente, ma di osservare, accompagnare e vigilare sul processo, affinché si sviluppi nella direzione desiderata.

È un approccio che richiama da vicino il mondo del vino naturale, da sempre attraversato dalla ricerca di un equilibrio tra intervento umano e spontaneità.

Questa visione si accompagna anche a una certa consapevolezza critica. Gli organizzatori ricordano gli eccessi e i fraintendimenti che hanno segnato le prime fasi del movimento del vino naturale e che, a loro avviso, continuano ancora oggi a condizionarne la percezione.

Attraverso le fermentazioni che vanno oltre il vino, vogliono ripartire dagli stessi principi: attenzione alla qualità degli ingredienti, rispetto dei processi e interventi ridotti al minimo necessario.

In quest’ottica, «naturale» non è un’etichetta che basta a sé stessa, né una garanzia automatica di qualità. A fare la differenza è il modo in cui si lavora: la conoscenza del processo, la cura dei vari aspetti e la capacità di intervenire solo quando serve.

Brut(es) (c) Marc Guénard
Brut(es) (c) Marc Guénard

Oltre la bottiglia

È proprio questo, forse, a rendere Ferments un’interessante evoluzione di Brut(es), anziché un semplice evento in più ospitato negli stessi spazi.

Se Brut(es)  mantiene il vino naturale al centro della scena, Ferments allarga lo sguardo e invita a esplorare il mondo della fermentazione in tutta la sua ricchezza. Il primo si concentra su ciò che troviamo nella bottiglia; il secondo apre le porte a un universo più ampio, fatto di alimenti, bevande e tradizioni fermentative.

L’obiettivo, però, non è trasformare questa esplorazione in una lezione teorica. Al contrario, si parte dall’esperienza diretta: assaggiare, lasciarsi sorprendere da aromi e consistenze inaspettati, conoscere chi produce questi alimenti e queste bevande e tornare a casa con qualche domanda in più su ciò che mangiamo e beviamo ogni giorno.

Certo, assaggiare è parte dell’esperienza, ma lo è anche portare a casa ciò che ci ha conquistati. Brut(es) e Ferments sono occasioni per scoprire nuovi produttori e acquistare direttamente da loro, sostenendo il lavoro e la passione che si celano dietro ogni bottiglia e ogni fermentato. In un momento in cui i piccoli produttori indipendenti hanno sempre più bisogno del sostegno di chi sceglie i loro prodotti, acquistare direttamente da loro è un gesto concreto che fa la differenza.

Del resto, è anche questo il bello degli appuntamenti dedicati al vino naturale: arrivare convinti di sapere cosa si sta cercando e ripartire avendo scoperto qualcosa di completamente nuovo.

Brut(es) 2026 e Ferments 2026

31 ottobre – 1° novembre 2026

Parcheggio gratuito : 18 rue de Thann, Mulhouse
Ingresso a piedi o in bicicletta : 11 rue des Brodeuses, Mulhouse, France

Brut(es)
Brut(es)


Notizie in primo piano su vino naturale & gastronomia

Tutto quello che devi sapere sul movimento del vino naturale e sui suoi esperti appassionati di enogastronomia.

Les Pétavins take Lille by storm with their organic wines from Savoie and the Alps!
Ottobre 16, 2026
New Natural Winemakers to Discover on Raisin - October 2026
Ottobre 16, 2026
Mëralla: In Alsace, the Vine Offers More Than Wine
Ottobre 16, 2026
Ratings suck. Stars too. Taste is not a number.
Ottobre 16, 2026
“Sow in the Past, Reap in the Future” - Torre alle Tolfe
Ottobre 16, 2026
New Natural Wine Addresses to Discover Around the World! – September 2026
Ottobre 16, 2026
An Unexpected Upside to Climate Change in Germany: Alanna Lagamba Explains
Ottobre 16, 2026
Natural Wine Fairs – October 2026
Ottobre 16, 2026

I LOCALI VENGONO SEGNALATI DOPO UN'ATTENTA VERIFICA:

Il vino naturale è un indicatore chiave anche per trovare una cucina di qualità

Raisin ti guida tra i migliori ristoranti, enoteche e vinerie con un 30% minimo garantito di vino naturale .

VINI E VIGNAIOLI

Wine moderation process

La nostra équipe contatta, seleziona e pubblica produttori di vino naturale, in tutto il mondo.

PROCESSO DI SELEZIONE

Estbalishements process

Prendendo in considerazione carte dei vini, foto & informazioni sui social media, il nostro algoritmo valuta la conformità dei locali con vini naturali ed i nostri esperti effettuano le verifiche necessarie.

Tutti i locali

Établissements recommandés : 30% min. de vin naturels.

Pubblichiamo solo locali orientati al vino naturale. La nostra promessa è il 30% minimo di vino naturale in carta.