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I circa sette ettari di vigneti sono immersi in un ambiente naturale integro, circondato da boschi e campi e lontano da altre aziende agricole. Questa posizione favorisce la biodiversità e permette di preservare l’equilibrio dell’ecosistema. Le importanti escursioni termiche, la ventilazione naturale e la straordinaria varietà dei suoli — galestro, sabbia, terreni di origine pliocenica e argille — contribuiscono a conferire alle uve caratteristiche uniche.
La produzione si concentra principalmente sul Sangiovese, vitigno simbolo della Toscana, affiancato dal Trebbiano Toscano e da altre varietà tradizionali. In vigna, Le Verzure adotta pratiche sostenibili e biodinamiche, con il supporto dell’agronomo Adriano Zago. Le lavorazioni sono prevalentemente manuali e ogni intervento viene effettuato solo quando realmente necessario, con grande attenzione alla salute del suolo, alla gestione responsabile dell’acqua e alla valorizzazione del lavoro delle persone.
La vendemmia è svolta esclusivamente a mano, selezionando con cura i grappoli migliori. In cantina, l’obiettivo è accompagnare il vino senza modificarne l’identità: le fermentazioni avvengono spontaneamente grazie ai lieviti indigeni e gli interventi sono ridotti al minimo.
Gran parte dei vini fermenta e affina in anfore di terracotta interrate, una scelta che favorisce un’evoluzione lenta e naturale, mantenendo intatto il carattere dell’uva e dell’annata. L’utilizzo della solforosa è limitato al momento dell’imbottigliamento e in quantità molto contenute.
Le Verzure produce vini che raccontano la ricchezza dei suoli, il clima di ogni vendemmia e l’identità più autentica del territorio toscano. Perché, come ama ricordare l’azienda, «il vino si fa in vigna. La cantina ha il compito di custodirlo».
Nessun vino rosato al momento.
Nessun vino spumante al momento.
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