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L’AMORE E LA CURA per la terra hanno sempre caratterizzato la storia della mia famiglia. Nella vita sono un architetto, ma mai ho trascurato i terreni che i miei genitori mi hanno lasciato in eredità. Nel tempo ho cercato di apportare dei miglioramenti impiantando e trasformando i vigneti, puntando su vitigni che potessero permettermi di conseguire risultati di eccellenza e che, allo stesso tempo, fossero espressione della mia terra: la Daunia. E’ stato così che nel 2000, per non perderne il diritto ho impiantato il mio primo vigneto prediligendo i vitigni autoctoni, come l’uva di Troia, il montepulciano e il negroamaro a bacca rossa; il bombino, il moscato e la malvasia a bacca bianca. Il progetto era quello di realizzare dei grandi vini per dare visibilità al mio territorio. Dopo i primi anni di sperimentazione ad uso familiare decisi di puntare tutto sull’uva di Troia, così nel 2005 trasformai anche il vigneto a tendone esistente in filari a spalliera. Purtroppo gli impegni professionali mi impedivano di fare il passo successivo, ovvero quello di aprire la mia piccola cantina, fino a quando non subentrò la crisi economica del 2008, che investì principalmente l’edilizia. Fu così che nel 2012 nacque la cantina “Leonardo Pallotta”, grazie anche alla collaborazione dell’enologo dott. Cristoforo Pastore. Cominciammo con la prima idea e cioè quella di produrre la prima Doc di nero di Troia della DOC San Severo, una delle più antiche d’Italia, che dedicai a mia moglie Clelia: DONNA CLELIA. Con gli altri vitigni decidemmo di realizzare due blend: montepulciano, negroamaro e uva di Troia (rosso e rosato); bombino, malvasia e moscato (bianco macerato e passito macerato). A questi vini ho dato il nome de “I tre Volti” (rosso, rosato e bianco), perché, oltre ai 3 vitigni, tre sono anche gli aspetti del paesaggio della Daunia: i monti Dauni, il Tavoliere, il mare del Gargano con le isole Tremiti. Il passito l’ho dedicato ai miei genitori, che tanta bellezza mi avevano lasciato in custodia, e così “GONEIS” dal greco antico. Man mano che aumentavano le soddisfazioni, dovute anche ai diversi riconoscimenti, nel 2015 impiantavo un altro piccolo vigneto, in modo da arrivare ad una produzione di circa 7000 bottiglie. Il 60% di questa produzione è costituita dal “Donna Clelia” doc/riserva sia rosso che rosato, mentre il resto da “I tre Volti” e “Goneis”. I vini così prodotti sono frutto del grande lavoro fatto soprattutto in vigna e poi in cantina, con una bassa resa per pianta (2 kg) e pochissimi trattamenti (zolfo e rame), in modo da ottenere uve pregiate che mi consentono di realizzare vini di grandissima qualità. Vini “artigianali” con il solo utilizzo di pochissimi solfiti, a fermentazione spontanea e senza filtrazioni. Il loro affinamento va dalle barriques di rovere francese di 2° passaggio (rossi e passito), con successivo affinamento in bottiglia prima della commercializzazione, mentre per rosato e bianco acciaio e bottiglia.
Nessun vino macerat al momento.
Nessun vino spumante al momento.
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