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Gestisco il carico di gemme e il vigore delle viti per evitare diradamenti, cimature e defogliazioni. L’inerbimento permanente viene sfalciato tardivamente per favorire i pronubi a favore del vigneto e della natura circostante. Seguo scrupolosamente l’andamento del meteo e monitoro la presenza di malattie in vigneto in modo da usare poco zolfo e rame e solo se realmente utile. La tessitura dei suoli è franca, con scheletro frequente e uno strato impenetrabile a 60 cm di profondità che limita l’approfondimento radicale. Tutto ciò permette una frequente e moderata induzione di stress idrico, che favorisce lo sviluppo di uve di qualità.
Raccolgo le uve a mano e le diraspo prima di iniziare la macerazione sulle bucce. Tre giorni prima della vendemmia, preparo un pied de cuve per garantire una fermentazione alcolica da lieviti indigeni pulita e regolare. Dopo la macerazione, di durata variabile in base alle caratteristiche delle uve e dell’annata, le bucce vengono pressate brevemente e il vino messo a riposare in vasche inox fino a marzo. Ad inizio primavera, quando la natura si riattiva grazie alle temperature in aumento, faccio l’unico travaso per poi lasciare decantare e illimpidire il vino prima dell’imbottigliamento di fine luglio. Durante il travaso effettuo una piccolissima aggiunta di solfiti per evitare che il vino si ossidi. L’imbottigliamento avviene a mano con una riempitrice semi-manuale per caduta, senza l’uso di pompe e senza filtrazioni né aggiunte di solfiti.
Nessun vino rosato al momento.
Nessun vino macerat al momento.
Nessun vino spumante al momento.
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