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In Esselè l’obiettivo è produrre, in modo naturale, i vini tipici dell’Abruzzo montano della Valle Peligna e dell’alto Tirino, zone di viticoltura fin dai tempi dei romani.
L’azienda ha dei locali per l’esposizione, l’accoglienza e lo stoccaggio nel centro del borgo di Ofena (AQ) dove nel prossimo futuro sorgerà anche la cantina di vinificazione.
Già all’inizio del 2023, prima della costituzione della società, sono stati individuati i vigneti nei comuni di Vittorito, Corfinio e Ofena con altitudini variabili tra i 300 e i 450 m slm.
Si tratta di vigne storiche, di oltre 50 anni, in stato di totale o semi abbandono, che intendiamo portare a nuova vita. Questo è coerente con la nostra missione perché:
a) Investe nella cura del territorio;
b) Ci offre terroir storicamente vocati all’allevamento della vite e delle varietà autoctone;
c) Ci permette di partire da terreni “trascurati”, che da anni non sono trattati e sono ricchi della biodiversità e della “vita” che cerchiamo.
La direzione tecnica è affidata ad un consulente e amico, un agronomo professionista con la passione del vino naturale e che vanta un’esperienza senza paragoni su tutta la filiera, dall’aspetto agronomico, al lavoro di cantina, alla conoscenza del prodotto e del mercato.
Il lavoro in vigna è svolto prevalentemente da terzisti con la crescente supervisione e partecipazione diretta dei soci, utilizzando esclusivamente quantità minime di rame e zolfo. I vigneti sono inerbiti e sfoltiti esclusivamente con metodi meccanici 1-2 volte l’anno. Nel 2024 non è stato usato nessun fertilizzante, a gennaio 2025 abbiamo smosso lievemente il terreno alimentandolo con STALFERT TOP N 2,5 BIO.
Nei primi anni la vinificazione avverrà presso una cantina conto terzi, ma è prevista a breve la ristrutturazione di un locale a Ofena, già affittato da Esselè a questo scopo, presso il quale verrà spostata la produzione speriamo già dall’anno prossimo.
Le uve, vendemmiate a mano in cassette da 18 kg, arrivano in cantina entro 2-3 ore e sono immediatamente diraspate e pigiate. Il mosto fermenta in serbatoi di acciaio dove resta a contatto con le bucce per un tempo variabile a seconda del tipo di vino. Le fermentazioni sono rigorosamente spontanee. Si aggiunge al mosto appena pigiato una quantità minima di metabisolfito con un apporto di solforosa inferiore ai 20 mg/l. Al termine della fermentazione alcolica i vini sono privati dell’ossigeno. Si procede con assaggi regolari nella fase evolutiva, intervenendo con travasi meccanici solo il minimo necessario per pulire il vino dalle fecce (il vino non viene mai filtrato) o in caso di evoluzioni non desiderate.
In primavera, se all’assaggio riteniamo che il vino sia pronto, procediamo con le analisi di laboratorio e se i parametri confermano quello che il palato ha anticipato, andiamo in bottiglia tra aprile e maggio. Segue una fase di affinamento in vetro la cui durata dipende esclusivamente dal nostro assaggio e dal fatto che riteniamo il vino pronto.
Nessun vino spumante al momento.
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