Aprile 10, 2025 - 1 Commenti
Come i vignaioli naturali cercano di ridurre le emissioni di carbonio in cantina
Quando si parla di sostenibilità nel mondo del vino, la vigna è spesso considerata la protagonista principale. Ma anche in cantina, ci sono elementi cruciali per le emissioni di carbonio. Dalla fermentazione alla stabilizzazione, il modo in cui il vino viene prodotto ha un grande impatto sull'impronta ambientale di un’azienda vinicola.
I vignaioli naturali intraprendono, dove possibile, azioni per ridurre drasticamente le emissioni di carbonio in cantina. Ecco come.
Fermentazione naturale: lasciare che la natura faccia il suo corso
Molte cantine raffreddano i serbatoi per mantenere la fermentazione a basse temperature precise. Ma questo processo consuma molta energia — spesso 24 ore su 24. Cosa privilegiano, invece, i vignaioli naturali:
- la fermentazione spontanea, in cui i lieviti naturali lavorano alla temperatura ambiente della cantina.
- il raffreddamento passivo,utilizzando pareti più spesse e isolamento, sopratutto nelle regioni più calde.
- l’accettazione della variabilità come parte dell'espressione della vendemmia, riducendo la dipendenza dalle macchine.
💡Ogni fermentazione che non implica raffreddamento industriale riduce le emissioni di carbonio.
Addio alla stabilizzazione a freddo
Per evitare la formazione di cristalli di tartrato, molte cantine raffreddano il vino per settimane. Questo processo consuma enormi quantità di energia, soprattutto su larga scala. Cosa fanno i vignaioli naturali invece:
- evitano completamente questo processo, accettando gli “innocui” tartrati come un segno di intervento minimo.
- prolungano l'invecchiamento, permettendo ai vini di stabilizzarsi naturalmente nel tempo.
Gravità al posto delle pompe
Spostare il vino generalmente significa usare pompe meccaniche—e questo comporta un maggiore consumo di energia. I vignaioli naturali spesso progettano le loro cantine in modo diverso. Ecco cosa fanno:
- quando possibile progettano cantine per gravità, dove il vino scorre verso il basso tra fermentatori, botti e serbatoi, evitando pompe che consumano energia.
💡La gravità è gratuita, silenziosa e neutra dal punto di vista del carbonio.
Rifiutare l’osmosi inversa
L'osmosi inversa è spesso utilizzata per correggere il livello di alcol, l'acidità o per rimuovere difetti. Questo processo è ad alto consumo energetico, poiché utilizza pompe ad alta pressione per forzare il vino attraverso membrane sottili. Cosa fanno i vignaioli naturali invece:
- evitano completamente questo processo e accettano l’espressione dell’annata così com'è, con tutte le sue peculiarità, piuttosto che cercare un prodotto standardizzato.
- si affidano a metodi di coltivazione a basso intervento per ridurre la necessità di correzioni successive.
💡Ogni vino che non viene sottoposto a un trattamento meccanico per "correggerlo" evita un'ulteriore fonte di emissioni.
Evitare additivi che impattano sulle emissioni
Ogni additivo, che sia un nutriente per il lievito o un agente chiarificante, ha una sua impronta di carbonio: nella produzione e nel trasporto. Molti additivi sono sintetici, chimicamente complessi e vengono spediti da lontano. Cosa fanno i vignaioli naturali:
- non usano additivi sintetici, ricorrono ai lieviti indigeni per la fermentazione e, se proprio necessario, preferiscono chiarificanti naturali.
- acquistano localmente o stagionalmente, riducendo le emissioni dovute al trasporto.
- imbottigliano con una minima quantità di solfiti, se necessario ed evitano completamente l'uso di stabilizzatori chimici.
💡Meno additivi, meno emissioni.
Non tutti i vignaioli possono fermentare senza raffreddamento o costruire una cantina dove lavorare per gravità. Nei climi più caldi, alcune soluzioni sono necessarie per evitare che il vino si rovini. Inoltre, per i piccoli produttori, adattare una cantina o prolungare l'invecchiamento non è sempre pratico o economicamente sostenibile. Tuttavia, il movimento del vino naturale dimostra che scelte attente e mirate al basso intervento possono ridurre significativamente le emissioni, anche in cantina.
