Fattoria La Maliosa - Antonella Manuli
Fattoria La Maliosa si estende su circa 160 ettari nella Maremma collinare tra Saturnia e Pitigliano. Vigneti, uliveti, terreni seminativi e boschi per una produzione artigianale di vini naturali, olio di oliva extravergine e miele. Le scelte aziendali sono basate sulla qualità, la bellezza e la salubrità ambientale nel rispetto del territorio e della sua originalità. La certificazione biologica dal 2010 testimonia un impegno costante nel tempo e la volontà di trasparenza verso i processi produttivi aziendali, rivolti ad un consumatore consapevole. L’azienda è situata in un territorio prevalentemente boschivo a limitata azione antropica, per decine di chilometri. Una precisa scelta adottata fin dall’inizio per rispettare al massimo il paesaggio e l’ambiente naturale accrescendo la salubrità e la qualità dei prodotti.
L’obiettivo colturale è rivolto principalmente al terreno: valorizzazione della sostanza organica, miglioramento della sua struttura e conservazione della regolare disponibilità idrica.
La gestione agricola, basata su un ciclo chiuso completamente vegetale (METODO CORINO ™, limita gli interventi meccanici e utilizza coperture vegetali prodotte in azienda.
Dal 2013 si è avviata la collaborazione tra La Maliosa ed il CREA-ABP, Centro di Ricerca per l’Agrobiologia e la Pedologia di Firenze per lo studio del QBS (Qualità Biologica del Suolo) sui terreni aziendali.
Dal 2014 INDACO2, spin-off dell’Università di Siena, ha realizzato uno studio che misura la sostenibilità e il carbon footprint della Fattoria La Maliosa. Il risultato, dimostra che l’ecosistema della Fattoria La Maliosa assorbe 100 volte più anidride carbonica di quanta ne viene emessa da tutti i suoi processi produttivi; ciò che più incide positivamente in questo risultato sono l’estensione boschiva e la presenza di impianti fotovoltaici. La Fattoria La Maliosa, ad oggi, è la prima e tutt’ora unica azienda agricola a conduzione biodinamica in Italia ad aver misurato la propria impronta ecologica.
Il Metodo Corino ™ opera scelte mirate ed innovative riguardanti le condizioni ambientali, i vitigni e le tecniche colturali ottimali per vigneti ad elevato valore conservativo dei luoghi e paesaggi. L’uva deve provenire dalla professionale e sostenibile gestione del vigneto e deve tendere a valori di eccellenza qualitativa e bontà nutrizionale; la coltivazione è sostenibile, se in grado di fornire con una certa regolarità, dei prodotti a forte identità, rispettando al massimo il territorio considerato. Questa valutazione di sostenibilità viene misurata da almeno due fattori: la qualità biologica del suolo (QBS) e la Carbon Footprint (LCA-assessment) dell’azienda e dei prodotti. Inoltre il ciclo di coltivazione basato su materiali vegetali prodotti in loco, costituisce la scelta fondamentale. Nel passaggio da uva a vino le fermentazioni devono svolgersi naturalmente con lieviti e batteri indigeni. La successiva elaborazione del vino in cantina deve essere realizzata con perizia umana nei travasi e nell’allevamento del vino. È escluso ogni additivo ed ogni tecnologia invasiva realizzata con qualsivoglia intervento chimico o fisico, atto a modificare l’origine e l’evoluzione naturale del vino che trova la sua esclusiva provenienza nell’uva. L’UVA rappresenta l’unica componente che darà origine al futuro vino. L’UOMO è l’artigiano e l’artefice della vigna e del vino quale prodotto salubre ed originale.