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Abbiamo una variegata produzione agricola, allevamento, e un agriturismo dove è possibile comprare i nostri prodotti, pranzare e cenare con cibi e vini provenienti dalla produzione aziendale e soggiornare nella campagna piemontese. Cascina degli Ulivi appartiene alla famiglia Bellotti dal 1930: Stefano ha deciso di vivere qui a contatto con la terra, nel silenzio e nella straordinaria bellezza di questa campagna. “Ho iniziato a occuparmi di agricoltura nel 1977, a 18 anni, riprendendo la piccola azienda di famiglia dove era rimasto non più di un ettaro di vigna e – con l'aiuto e l'insegnamento di un anziano vicino, analfabeta ma appassionato e competente , Pietro Toccalino – ho iniziato a vinificare 'senza enologia'”. “Anche se provengo da una famiglia genovese, sono ad Acqui Terme, che era una cittadina totalmente agricola negli anni sessanta. Uscivo di casa e mia madre mi mandava a prendere il latte in una cascina che oggi è totalmente in città. Allora era appena fuori casa. Mio padre era medico ed aveva una passione, comunque, per la campagna. Ha approfittato di essere stato assunto dall'ospedale di Acqui e la prima cosa che ha fatto è stata di prendersi un orto da coltivare. Quando usciva dall'ospedale passava il suo tempo là, in campagna e ci si narra a o in bicicletta. Dove c’erano le campagne, adesso ci sono i supermercati e i centri commerciali.” “Nel passato, Acqui era circondata da vigneti. Nel primo secolo dopo Cristo, i Romani il vino lo hanno preso a prendere qui. Io mi ricordo bambino e ragazzino,– era l'epoca dei palazzinari e della speculazione edilizia – ogni volta che uno scavatore veniva a mettere giù una benna saltavano fuori prima da tutte le parti ad Acqui. Ma un centinaio. E noi bambini andavamo con la bicicletta a vedere lo spettacolo. Tiravano fuori anfore ovunque. La città è stata una città romana fiorentissima. Il vino nel Monferrato era ovunque, faceva parte dell'esperienza quotidiana. Mi ricordo che si imbottigliava in casa perché il vino lo portavano in damigiana. Era un rito di cui tendenzialmente si occupava mia madre e che mi affascinava molto. Io le davo una mano e il profumo del vino mi inebriava. Chiedevo sempre di assaggiarlo. Mio padre me ne concedeva sempre una goccia. Era affascinante quel profumo. Per quanto riguarda le vendemmie ho cominciato più tardi. La Cascina degli Ulivi era già diventata proprietà della mia famiglia e si veniva qui d'estate. Ho iniziato a partecipare alla vendemmia in maniera attiva a partire dal 1969, quando avevo 11 anni. Si andava nella “navazza” a piedi nudi, anche se noi già la pigiatrice a rulli che era anche diraspatrice.” “La mia prima vendemmia, quella esclusivamente mia, sempre con l’aiuto di Pietro Toccalino, ma gestita da me e che era diventata una cosa mia, l’ho fatta poi nel 1975. Avevo allora 17 anni. Quest'anno sono quaranta una le vendemmie della mia vita. Allora noi un ettaro di vigna, con Barbera, Dolcetto che vinificavamo separatamente, e un po' di Cortese. I primi anni, siccome mi avevano spaventato con il dirmi che fare il vino bianco era troppo difficile, vendevo le uve a bacca bianca e facevo solo il rosso. Più tardi ho fatto anche il bianco.”
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