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I vigneti, impiantati tra il 1993 e il 1995, ospitano Chardonnay, Pinot Nero e Nebbiolo, a cui si aggiungono i più recenti impianti di Xarel·lo, Chenin Blanc e Gamay. Jasper si prende cura del terreno attraverso la pacciamatura, preparati biodinamici, compost e concimi vegetali, adottando pratiche viticole rigenerative incentrate sulla salute del suolo e sulla potatura verde. Il suo approccio alla biodinamica è pragmatico, privilegiando l'equilibrio del vigneto e anticipando i potenziali problemi, rifornendosi al contempo di piccole quantità di uva da produttori locali.
L'altitudine dei vigneti, di circa 350 metri, i terreni argillosi rossi ricchi di ciottoli di roccia ferrosa su un substrato di arenaria e la presenza di diversi ruscelli contribuiscono a preservare l'acidità naturale, la mineralità e la freschezza, anche nelle annate più calde.
In cantina, le fermentazioni sono lente e a bassa temperatura, con particolare attenzione alla purezza e alla stabilità. I vini rossi trascorrono un breve periodo in barrique sui lieviti grossolani prima di essere trasferiti in acciaio inox per circa otto mesi, mentre i bianchi maturano per due inverni in demi-muid sui lieviti fini, sviluppando struttura e complessità pur mantenendo la loro acidità naturale. L'anidride solforosa viene utilizzata con parsimonia, generalmente a livelli di 10-20 mg/L, senza aggiunte immediatamente prima dell'imbottigliamento.
Il nome Commune of Buttons riflette la filosofia di Jasper, secondo cui la produzione vinicola è un'impresa collettiva, fondata sulla condivisione delle conoscenze, sul rispetto per la terra e su un forte senso di comunità.
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