Febbraio 23, 2024 - 3 Commenti

Spinto dal suo amore per la storia, la botanica e la vita all’aria aperta, Camille Ravinet si è lanciato nell’avventura viticola nel 2016. Con una formazione in agronomia e architettura del paesaggio, il suo interesse per la natura, i paesaggi e il patrimonio lo ha condotto fino alla valle della Senna, a Giverny. Quella che all’inizio era solo un’esplorazione dell’ambiente si è trasformata in un progetto di rinascita di terre da vino.

Grazie al caso e a un incontro con Jean-Pierre Porcher, che gli ha rivelato l’esistenza di una parcella un tempo piantata a vigna nella località detta «Les Vignettes», Camille ha riportato alla luce questo vigneto storico, caduto nell’oblio nel XIX secolo a causa della fillossera.

Questo progetto non è solo una questione di vigne, ma anche di agroecologia, di lavoro del suolo e di impegno nella salvaguardia del patrimonio naturale. Camille è così diventato un vero esperto di agricoltura, acquisendo la capacità di scegliere i vitigni giusti, analizzare il suolo e decidere la densità di impianto.
Nel 2019, con degli amici, ha piantato 6.400 piedi di chardonnay e avviato un metodo di coltivazione sostenibile: nessun prodotto chimico, cavalli per il lavoro del suolo, le sue conoscenze viticole e la magia di Madre Natura.

Nel calice, un vino bianco secco, dorato, infuso dal terroir e dalla storia a cui Camille ha ridato vita. Non vediamo l’ora di scoprire la prossima estate le prime bottiglie nelle enoteche e nei ristoranti nei dintorni di Giverny, come il coronamento del percorso di Camille, da agronomo a vignaiolo naturale; e di brindare alla passione, alla terra e al rinnovamento.


