Ottobre 06, 2025 - 1 Commenti
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In qualità di ambasciatori di Raisin per la Catalogna, Maite e Toni di @topcatalanrestaurants hanno recentemente trascorso una giornata di vendemmia insieme a Núria Renom, nel cuore del Penedès, una delle regioni vitivinicole più antiche d’Europa. Con oltre 2.700 anni di storia vitivinicola, che affonda le sue radici nelle epoche fenicia e greca, questa terra ha sempre vissuto e respirato il vino.
La giornata è iniziata di buon mattino, prima che il sole di agosto diventasse opprimente, con la raccolta dello Chardonnay in un vigneto piantato nel 1984. Le viti, radicate nei suoli calcarei di Vinya Argelí, presso Can Barceló, si trovano a 420 metri di altitudine e godono di un’esposizione a nord che conferisce freschezza e carattere ai grappoli. Tra i filari abbiamo incontrato Núria e la sua compagna Arola, entrambe impegnate nel lavoro con passione e dedizione, fianco a fianco.
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Fin dall’inizio, una cosa era evidente: qui ogni cosa viene fatta con il massimo rispetto. Le uve sono tutte coltivate secondo il metodo biologico, le rese volutamente basse, e in cantina si lavora esclusivamente in modo naturale: fermentazioni con lieviti indigeni, senza additivi e senza scorciatoie. Ogni vino viene prodotto in quantità molto limitate, sempre secco, salino, autentico.
Il percorso di Núria è unico, proprio come i suoi vini. Ha iniziato nel 2014 vinificando in un piccolo vigneto e in una azienda in affitto all’interno del Parco Naturale del Garraf, mentre lavorava ancora come sommelière al Bar Brutal, uno dei locali simbolo di Barcellona. Nel 2021 ha compiuto un passo decisivo trasferendosi a Les Cantarelles, una storica azienda di 16 ettari a Sant Martí Sarroca, immersa in 150 ettari di foresta. Questa nuova dimora, arroccata sull’Alt Penedès, le ha offerto l’isolamento necessario per ripensare tutto e diventare una versione più riflessiva e intransigente di sé stessa.
I suoi vini, proprio come lei, non ammettono compromessi: sono selvaggi, salini, trasparenti. Sopra ogni cosa, restano puri e profondamente personali. Ogni bottiglia racchiude non solo il terroir del Penedès, ma anche l’intensità, la libertà e la passione che Núria incarna.
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Dopo la mattinata trascorsa in vigna, Núria e Arola ci hanno accolti calorosamente nella loro casa a Les Cantarelles. Abbiamo assaggiato alcuni dei vini di Núria mentre attendevamo che il trattore trasportasse le cassette d’uva appena raccolte al Mas Guineu, la cantina cooperativa dove lei vinifica insieme ad altri vignaioli, che condividono la sua stessa filosofia.
Il Mas Guineu ha una lunga storia. Situato a 400 metri di altitudine nella valle del fiume Foix, l’azienda originaria possedeva già una propria cantina. Verso il 1890, durante la crisi della fillossera, venne ampliata per rispondere alla domanda di una Francia assetata di vino. Negli anni ’50 furono aggiunte botti di castagno, nel 1975 vasche di cemento. Oggi Josep e Lorena hanno ridato vita al luogo, producendo i propri vini e accogliendo vignaioli naturali indipendenti come Núria. Ogni produttore ha il proprio spazio, la propria libertà e, soprattutto, un profondo rispetto reciproco.
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Il pomeriggio è trascorso lentamente, mentre i grappoli di Chardonnay venivano pressati e la fermentazione si preparava ad iniziare naturalmente, grazie ai lieviti indigeni. Alla fine della giornata, stanchi ma felici, abbiamo riflettuto sull’intensità e sul senso profondo della vendemmia.
Vendemmiare con Núria non significa solo tagliare grappoli d’uva: è immergersi nella passione e nella resilienza che caratterizzano la vinificazione naturale. Núria vive il vino come un’estensione di sé, sommelière, vignaiola, spirito libero, e lo utilizza come linguaggio per raccontare storie di terroir, di persone e di vita. I suoi vini sono vivi, senza maschere, trasparenti: non sono fatti soltanto per essere bevuti, ma per essere compresi.
A tutti i vignaioli che affrontano queste lunghe giornate di vendemmia: non state solo raccogliendo frutti, ma custodendo mesi di cura, pazienza e speranza. Ogni cassetta che riempite racchiude tradizione, storia e la promessa del brindisi di domani. Grazie per mettere in ogni gesto le vostre mani, il vostro cuore, la vostra anima: senza di voi, il vino perderebbe la sua vita e la sua magia.
