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A quel punto, quella massa informe che dentro la mia testa era solo un sogno, ha preso forma, diventando realtà. Le vecchie vigne, di età compresa tra i venticinque e gli ottant'anni, sono allevate su un ripido pendio terrazzato sul versante est dei Colli Euganei, dove il vento costante e il terreno di marna e scaglia bianca caratterizzano fortemente le uve. Opero in regime di Agricoltura Biologica certificata, limitando comunque i trattamenti a quelli strettamente necessari, utilizzando solo rame e zolfo. Nessuna forzatura viene imposta alle viti, anteponendo i loro bisogni fisiologici e vegetativi a quelli produttivi. La quasi totalità dei lavori viene svolta manualmente. La filosofia adottata in vigneto si perpetua in cantina: rispetto, manualità e minimo intervento. Le fermentazioni avvengono senza aggiunta di lieviti differenti da quelli presenti naturalmente sulle uve. La malolattica viene sempre svolta e i tempi per l'affinamento sono dettati dall'evoluzione stessa del vino. Non utilizzo alcun coadiuvante enologico, fatta eccezione per modeste dosi di solforosa in caso di necessità. Non viene eseguita nessuna filtrazione, né chiarifica: solo il tempo porta a compimento l’opera. I vini vengono lavorati completamente a mano, dalla vigna alla bottiglia, come ogni autentico processo artigianale dovrebbe essere. Vini che prendono per mano il tempo e si fanno accompagnare con fiducia nel domani: vini pregni di memoria, che vivono di prospettiva.
Nessun vino rosato al momento.
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