
8 11 9819 KM
I 4 ettari di vigneto sono stati ripiantati progressivamente a partire dal 2008, ad alberello secondo tradizione, per occupare al meglio gli stretti e ben ventilati terrazzamenti che si sviluppano intorno ad un vecchio cratere.
I muretti a secco spingendosi a valle riportano su la brezza marina che caratterizza le coltivazioni di questa zona.
Il suolo è un antichissima colata lavica, è drenante e ricco di pietre e minerali.
La conduzione, sinergica al resto dell’azienda agricola, prevede inerbimento spontaneo e il pascolo controllato e grande biodiversità. Il terreno viene mosso solo per i sovesci e le concimazioni che si effettuano esclusivamente con compost autoprodotto. I trattamenti di zolfo sono ridotti al minimo e si evita l’uso di rame.
Diego segue il processo in vigna e in cntina, ha una formazione da ingegnere e un cuore contadino, ama la sua terra, il sole che la bacia e che ogni mattina illumina le terrazze del vigneto.
La sua interpretazione del territorio segue un approccio empirico che predilige l’osservazione e l’esperienza senza trascurare l’aspetto scientifico.
Le sue scelte variano assecondando le peculiarità di ogni stagione e di quello che il vigneto offre a fine ciclo maturativo.
Le microvendemmie con macerazione progressiva, la scelta del contenitore per la macerazione in anfore di terracotta e/o tini di coccio pesto, diventano gli strumenti per accompagnare l’uva ad esprimersi in un vino vivo fatto di incontri, scontri e scambi.
In cantina non segue schemi particolari ma procede per assaggi. In generale preferisce i monovarietali che gli consentono di esplorare le espressioni di ogni vitigno.
Decide i blend, dopo almeno un anno di affinamento, creando mini assemblaggi su bottiglie da 5 litri che riposano circa un mese per poi eleggere quello che preferisce.
Fermentazione spontanea. Affinamento in anfore di terracotta. Nessuna filtrazione ne chiarificazione. Minima quantità di solfiti solo all’occorrenza in fase di imbottigliamento.
Nessun vino bianch al momento.
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