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Sia in vigna sia in cantina seguo i principi dell’agricoltura naturale, evitando qualsiasi prodotto chimico di sintesi. In campo utilizzo soltanto zolfo, rame se necessario e concimi naturali a base di stallatico.
Dopo la raccolta, le uve vengono diraspate e pigiate; entro 2-8 ore le svino. Dopo circa 48 ore di periodo di latenza, ha inizio la fermentazione alcolica, che avviene spontaneamente in acciaio grazie ai lieviti naturalmente presenti sulle uve. In cantina utilizzo solo piccole quantità di solforosa (3 g/hl) sul mosto, solo quando necessario in funzione dell’annata. Al termine della fermentazione, eseguo un travaso e lascio il vino stabilizzarsi fino ai primi freddi, per poi trasferirlo in botti di castagno o rovere esauste da oltre 40 anni. Non impiego chiarifiche né altri additivi enologici: l’unico ingrediente è l’uva.
Le botti vengono lasciate scolme: quelle da 500 litri contengono circa 400 litri di vino, quelle da 225 litri circa 190 litri, in modo da permettere al vino il contatto con l’aria e lo sviluppo del lievito flor. La Malvasia rimane in legno per almeno due anni e mezzo prima dell’imbottigliamento.
Il mio lavoro segue le annate: ogni bottiglia è l’espressione di quell’annata specifica, quindi un vino può cambiare notevolmente da un anno all’altro.
Attualmente è disponibile Filet 2022 - IGT Isola dei Nuraghi Malvasia di colore ambrato, con sentori di mandorla, mallo di noce e albicocca disidratata. Questa annata presenta un leggero residuo zuccherino, dovuto alla vendemmia dei primi di ottobre, con uve in surmaturazione come da tradizione. Tuttavia, a causa delle estati calde e siccitose, siamo ormai costretti ad anticipare le vendemmie di 20-25 giorni. Le bottiglie sono da 50 cl.
Nessun vino ross al momento.
Nessun vino rosato al momento.
Nessun vino macerat al momento.
Nessun vino spumante al momento.
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