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Trasferitosi successivamente a San Severo, nel Tavoliere delle Puglie, ha continuato l’attività di famiglia e ha insegnato a suo figlio, mio padre, l’amore per l’ulivo e la vite. Fin da bambino ho iniziato a potare gli ulivi e le vigne, a raccoglierne i frutti e a vinificare le nostre uve. La nostra era una cantina ipogea, tipologia di cui era ricca San Severo in quegli anni. Negli anni ’70 l’avvento delle cooperative e l’idea che “l’unione fa la forza” mi ha condotto a sospendere l’attività di trasformazione per dedicarmi prevalentemente all’agricoltura. In quegli anni, inoltre, diventavo dapprima professore di Economia Aziendale e poi Preside dell’istituto superiore commerciale di San Severo, senza mai abbandonare la mia prima passione: ho concentrato tutte le energie fisiche ed economiche per poter far crescere l’azienda, sognando di ricominciare, un giorno, a produrre il vino e l’olio come quando ero bambino.
Così nel 2010 ho iniziato la ristrutturazione di una vecchia masseria e, dal 2013, con l’aiuto anche di mio genero, Giovanni, anch’egli appassionato di vino, abbiamo iniziato la trasformazione delle prime uve, seguendo, sia in campagna che in cantina, il metodo biologico e tradizionale. In vigna pratichiamo meno interventi fitosanitari possibili, in cantina fermentazioni spontanee, nessuna chiarifica nè filtrazione, come mi ha insegnato mio padre, e come a mia volta insegno ai miei figli.
Oggi la mia tenuta conta circa cinquanta ettari tra vigneti, principalmente di vitigni autoctoni (Bombino e Nero di Troia) ed uliveti di Peranzana che viene trasformata, sotto la mia severa supervisione, in un piccolo frantoio locale.
Attualmente in produzione abbiamo otto etichette: Bombino bianco, Bombino macerato (orange wine), Nero di Troia rosato, Nero di Troia rosso, Bombino Ancestrale, Nero di troia Rosato Ancestrale, Primitivo Ancestrale, Fiano con lunga macerazione sulle bucce.
Il packaging delle nostre bottiglie cerca di rispettare quanto più possibile la natura: abbiamo scelto una bottiglia più leggera delle altre, le etichette sono realizzate in Marble Fasson, una speciale carta realizzata con polvere di pietra, che permette, rispetto alle altre carte, di risparmiare oltre il 65% di carta; la capsula è in polilaminato per evitare l’utilizzo di plastica pvc; i cartoni non hanno alcuna grafica per essere riciclati al 100%.
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