
8 1 9581 KM
Siamo a metà strada tra i Castelli Romani (cratere del Vulcano) e i Monti Prenestini. L’ultima eruzione del vulcano, avvenuta 20.000 anni fa, ha prodotto una colata lavica che è arrivata fin dove oggi sorge il nostro casale e affondano le radici le nostre vigne.
Il nostro terreno ha origine vulcanica, ha un colore marrone intenso e favorisce la coltivazione di uve a bacca bianca (storicamente prodotte, ma anche di uve a bacca rossa ( meno usuali per la zona). La terra nera conferisce al vino grande acidità e ph perfetti per la spumantizzazione. Altresì favorisce una maturazione polifenolica eccellente, necessaria per i rossi e i macerati.
In vigna lavoriamo in regime biologico dal 2017 e negli ultimi tempi ci stiamo avvicinando alla biodinamica, dando al terreno il preparato 500 ( una miriade di batteri buoni presenti in letame di altissima qualità, che favoriscono l’aumento di sostanza organica).
Raccogliamo le nostre uve a mano dopo un’attenta selezione e seguiamo tutti i giorni i nostri mosti che fermentano spontaneamente grazie ai lieviti indigeni presenti sull’uva, senza essere coadiuvati dal lievito selezionato. Negli ultimi anni abbiamo riscontrato che far lavorare i lieviti indigeni valorizza i nostri vini ed è la ricetta più autentica per dare carattere e unicità ai nostri vini. La fermentazione dei mosti dipenderà così dal lavoro svolto in vigna, dalle uve sane e belle che portiamo in cantina durante la vendemmia e dall’andamento della stagione. Il vino sarà dunque una sintesi del lavoro di un anno intero e interveniamo il meno possibile.
Nessun vino rosato al momento.
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