Pian di Stantino - Andrea Peradotto
Il vino di Piandistantino nasce da un'idea mia (Andrea) e di mio fratello Martino, il cuoco e titolare dell’agriturismo.
Nel 2016 ho iniziato a cercare, coltivare e recuperare dall’incuria vecchie vigne abbandonate, una piccola riconquista agricola dell’area montana compresa nei comuni di Rocca San Casciano, Portico di R., ai confini col Parco Nazionale delle foreste Casentinesi.
Le vigne, situate su terreni marnoso/arenacei dell’alta valle del Montone e del Tramazzo, si trovano ad un'altitudine fra i 350 e i 500 metri ed hanno un'età variabile dai 20 ai 80 anni.
Nel 2018 abbiamo preso in gestione un’altra vigna di circa 9000 metri vicino a Tredozio, l’unica che coltiviamo con il trattore.
Potatura, sfalcio e trattamenti di rame e zolfo fatti a mano, e una volta in cantina avvio di fermentazioni spontanee e affinamento solo in acciaio e cemento, nessuna chiarifica, e uso della solforosa solo in casi eccezionali.
Fino agli anni 50 la viticoltura era ben presente nell’alto Appennino, quasi tutti i contadini avevano la vigna e producevano il proprio vino. Poi con lo spopolamento delle montagne la viticoltura è andata quasi scomparendo da questi territori.
Da qui l’idea di recuperare e coltivare le poche vigne rimaste e produrre un «Vino di montagna » con una sua identità ben riconoscibile.