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Un campo pionieristico e visionario
Nel cuore dell'Alvernia, dove le terre di Saint-Pourçain conservano ancora le tracce di un patrimonio vitivinicolo ancestrale, il Vignoble des Vernusses, precedentemente noto come Terres de ROA, ha compiuto nel 2009 il passo coraggioso della viticoltura biologica e biodinamica, diventando il pioniere della denominazione Saint-Pourçain nell'ottenere queste certificazioni.
Questo impegno ha segnato l'inizio di un'avventura che avrebbe definito l'identità della tenuta. Lungi dall'essere giunta a questo punto, e come se l'agricoltura biologica non bastasse, la tenuta dispone di una cantina bioclimatica costruita con materiali ecologici (struttura in legno, mattoni di canapa e intonaco di calce) per rispettare i cicli naturali della vinificazione e produrre vini vivi e vibranti, permeati dall'anima della donna che li crea.
Una viticoltura rispettosa degli esseri viventi
No, il biologico non basta più, quindi, nel logico proseguimento del suo impegno per la viticoltura biologica e della sua certificazione Demeter in corso, il Vignoble des Vernusses sta avviando una transizione verso la viticoltura rigenerativa su terreni vivi.
Più che un metodo, è una filosofia.
Osservare, comprendere, ripristinare la naturale fertilità dei terreni e rispettare i loro equilibri naturali.
Promuovere la vita microbica, ricoprire i terreni tutto l'anno, smettere di ararli, rafforzare la resilienza della vite agli stress climatici attraverso un approccio fisiologico (potatura delicata) per consentirle di trarre la sua forza da un ecosistema vivo e resiliente.
Stiamo affrontando questa transizione con umiltà ma convinzione. Perché il vino nasce dalla terra. E abbiamo il dovere di preservarla, persino rigenerarla.
È un processo a lungo termine, che implica prove, aggiustamenti e riflessioni. Ma per noi, creare le condizioni favorevoli all'equilibrio generale tra terreno, pianta e ritmi naturali è anche un'estensione naturale della biodinamica.
Vini dai nomi evocativi
Il vigneto di Vernusses si estende su 14 ettari, distribuiti tra Monétay-sur-Allier e Bresnay. Ospita un piccolo mosaico di vitigni che trovano il loro equilibrio sulle sabbie e argille del Bourbonnais, così come sui graniti e sugli gneiss.
Gli immancabili Chardonnay, Gamay e Pinot Nero convivono con rarità locali e autoctone come Tressallier e Saint-Pierre Doré, che la tenuta si impegna a riportare alla ribalta.
Queste varietà d'uva interagiscono con il suolo e il clima per produrre vini unici dalla personalità distintiva. Ogni annata, vinificata nella tenuta dal 2010, riflette un approccio discreto in cui l'intervento umano è minimo, consentendo di ottenere vini sinceri che preservano la purezza del frutto e l'espressione del terroir.
Lunare, Solare, Integratore dell'Anima, Riflessione dell'Anima... tanti nomi evocativi e inviti a percepire le energie sottili del luogo, la personalità delle annate e l'intenzione dietro ogni bottiglia.
Affinità con l'elemento arenaria
Nella tenuta, la nostra affinità con l'arenaria non è casuale. Abbiamo fatto una scelta naturale e logica per questo nobile materiale per le sue qualità eccezionali, perfettamente in linea con le nostre pratiche biodinamiche e la nostra filosofia di lavoro. Naturale e vibrante, l'arenaria si distingue per la sua neutralità e inerzia energetica. Rispetta il vino, senza mai limitarlo o mascherarne l'espressione.
La vinificazione e l'affinamento in giare di grès preservano la purezza del frutto e il carattere unico dei nostri vitigni. A differenza del legno, che ne conferisce la firma aromatica, il grès offre una vera neutralità olfattiva. Rivela senza mai sovrastare, esaltando la cristallinità dei nostri vini e la mineralità dei nostri terroir.
La sua sottile porosità consente una micro-ossigenazione delicata e regolare, essenziale per l'armonioso sviluppo del vino. Lo scambio gassoso controllato favorisce l'affinamento dei tannini, stabilizza gli aromi e prolunga la vita del vino senza ossidazioni eccessive.
L'arenaria agisce anche come un vero e proprio regolatore di temperatura. Supporta costantemente la fermentazione, consentendo un'evoluzione lenta, stabile e naturale. Mantenendo la temperatura più a lungo, aiuta a preservare l'equilibrio del vino fin dalle sue origini.
Per quanto riguarda l'energizzazione dell'acqua e dei preparati per il trattamento nel nostro energizzatore in gres, si tratta di una naturale estensione del nostro approccio rispettoso degli organismi viventi. Questo nobile materiale migliora la qualità vibrazionale dell'acqua, ne stabilizza l'energia una volta energizzata e rispetta pienamente i principi fondamentali della biodinamica. L'energizzatore in gres è allo stesso tempo uno strumento funzionale, un simbolo potente e un prezioso alleato nel nostro lavoro quotidiano.
L'arenaria non interferisce con le forze sottili e invisibili che cerchiamo di attivare durante il processo di energizzazione. A differenza della plastica o di alcuni metalli, non ostacola la formazione di vortici o campi vibrazionali. Si muove con l'acqua senza alterarla, preservando l'intenzione espressa a ogni agitazione.
Grazie alla sua delicata porosità, l'arenaria instaura un rapporto armonioso con l'acqua. Permette all'acqua di mantenere una migliore coesione molecolare dopo la dinamizzazione, rispettandone al contempo la vivacità, l'energia e la sensibilità. L'acqua così preparata risulta più strutturata, più "viva" e più efficace nella sua azione in vigna.
Il gres offre un'eccellente stabilità termica. Mantiene una temperatura costante durante tutto il processo di infusione, migliorando la qualità dei vortici e prevenendo shock termici che possono compromettere l'integrità dell'infuso. Questa stabilità favorisce una dinamizzazione più uniforme, efficiente e delicata dell'acqua e delle sue proprietà.
Scegliendo l'arenaria anche nei nostri strumenti energizzanti, affermiamo la nostra volontà di lavorare con precisione, coerenza e sensibilità, in accordo con i ritmi della natura e le forze che la animano.
Nessun vino macerat al momento.
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