Agosto 05, 2025 - 0 Commenti
Il Chianti secondo un musicista di New York
Silvio Messana ha messo da parte la musica per dedicarsi al vino, sostituendo il palco con un torchio. La sua è la storia affascinante di un artista che ha trovato nel vino naturale la propria armonia.
«A New York, se sei un artista e non ti chiami Andy Warhol o Sonny Rollins, ti chiedono in quale ristorante lavori.» Con queste parole, Silvio ripensa ai quindici anni trascorsi nella Grande Mela, tra concerti e lavori saltuari per sbarcare il lunario. Oggi, sulle colline di San Casciano in Val di Pesa, ha trovato la sua melodia perfetta: produrre vino naturale.
Montesecondo è, prima di tutto, una storia di famiglia. Tramandata dagli anni ’50, la tenuta si sviluppa intorno a due vigneti con altitudini e caratteristiche molto diverse. Il primo è situato a 500 metri su terreni di galestro; il secondo, a 150 metri, affonda le radici tra argilla, sabbia e ciottoli fluviali. Due terroir, un’unica filosofia: lasciare parlare la terra.

E pensare che nulla sembrava spingere Silvio verso questo ritorno alle radici. È vero, da bambino è cresciuto in una famiglia con alle spalle tre generazioni di viticoltori e olivicoltori tra Tunisia e Libia, ma è stata la musica a chiamarlo. «Fin da piccolo, il vino e la musica sono sempre stati presenti nella mia vita», racconta. I pranzi di famiglia accompagnati dalla bottiglia rituale, i weekend nella casa di campagna sopra una cantina di cui ricorda ancora l’odore. Ricordi sopiti, che aspettavano solo il momento giusto per risvegliarsi.
Quindici anni a New York
A quattordici anni inizia a suonare. Parte per gli Stati Uniti, si stabilisce a New York e vi rimane per quindici anni. Vive di musica: compone, si esibisce e arrotonda con qualche lavoretto. Tra questi, la vendita di vino. Proprio lì matura una prima esperienza concreta in un settore che segnerà il suo futuro, a diretto contatto con le bottiglie, i clienti e il mercato.
Il padre, musicista di successo nella Roma del dopoguerra, gli aveva trasmesso questa passione. Il sax e il pianoforte del padre sono stati la colonna sonora della sua infanzia, ma alla fine è stato il vino – “già nel mio DNA” – a prendere il sopravvento, dopo “un percorso musicale che si era esaurito”.

Il metodo Stravinsky applicato al vino
«Il modo migliore per esprimere le caratteristiche di un terroir è intervenire il meno possibile sul frutto.» È questa la convinzione che oggi guida Silvio a Montesecondo. Da quando ha rilevato l’azienda nel 2000, la sua filosofia è chiara: massimo rispetto e minimo intervento. Vigneto certificato biologico dal 2004, pratiche biodinamiche, fermentazioni esclusivamente con lieviti indigeni, vendemmia manuale…Come unico additivo: un po’ di solforosa prima dell’imbottigliamento, solo se necessario e in quantità molto limitate.
Silvio paragona questo approccio alla sua formazione musicale: «Vinificare senza l’aiuto di lieviti o additivi ti costringe a confrontarti con il tuo lavoro senza filtri. Per citare Stravinsky, lavorare nella restrizione stimola la creatività.»
In cantina, Silvio si muove seguendo i codici dell’improvvisazione jazz. «Ogni giorno devi ascoltare, annusare, assaggiare e decidere, in base alla qualità dell’uva che hai davanti.» «Come musicista, so che la visualizzazione è fondamentale», spiega. Questa capacità di immaginare in anticipo, di “comporre” mentalmente prima di agire, è oggi al centro del suo approccio artistico alla vinificazione naturale.

La musica guida ancora i suoi gesti
Quando gli si chiede se nella vinificazione esistano ritmi o armonie, Silvio risponde con semplicità: "Sì, come nella vita e nei gesti di ogni giorno." La musica non è mai uscita dal suo mondo: è ancora lì, lo accompagna sempre, "sia quando la ascolto, sia quando risuona dentro di me, nei miei pensieri." Il passaggio dalla musica al vino non è stata una rottura: "La stagione della musica era finita; era arrivato il momento di fare altro." Silvio ha coltivato altre forme di espressione creativa: la cucina, che lo appassiona fin da bambino, e il pane, che ora prepara una o due volte alla settimana.
Oggi, a Montesecondo, Silvio Messana ha trovato la sua vera partitura. Nel nord-ovest del Chianti Classico, fa ciò che gli riesce naturale: assaggia, decide, e soprattutto lascia che sia l’uva a parlare. Che tu sia musicista o vignaiolo, l’arte è dare forma a ciò che già esisteva, in attesa solo di essere svelato.

Montesecondo - San Casciano in Val di Pesa, Toscana
