Castel Noarna - Marco Zani
Il 2007 è stato un anno di svolta per Castel Noarna. Siamo passati da una campagna
gestita in modo convenzionale alla biodinamica da un giorno all’altro.
Era marzo e dopo essermi confrontato con l’ennesimo agronomo che mi proponeva nuovi
principi attivi e un calendario di trattamenti molto intenso, ho avuto un senso di ribellione e
ho preso una decisione fondamentale: passare all’agricoltura biologica e sperimentare la
biodinamica. Così su consiglio dell’amica Elisabetta Foradori mi misi in contatto con
Jacques Mell e iniziai con lui un rapporto di consulenza agricola. Il suo apporto è stato
fondamentale, il suo approccio soft, non radicale, mi ha permesso di arrivare al
cambiamento con un ritmo per me giusto.
Il rapporto col sig. Mell è durato 3 anni che sono stati molto importanti.
Abbiamo fin da subito iniziato a girare assieme nel vigneto, osservare, prendere nota dello
sviluppo del vigneto, il tutto con un occhio nuovo. Abbiamo iniziato anche con alcuni
preparati biodinamici (in particolare col 501); abbiamo introdotto lavorazioni del terreno,
abbiamo iniziato a sfogliare in modo diverso e smesso di cimare, passando a legare cavi.
In pochi anni ho visto la campagna rinascere sotto i miei occhi. Mi sono reso conto che in
tanti anni di lavoro non avevo mai sviluppato una comprensione dei meccanismi e dei ritmi
della terra.
Nel 2010 poi abbiamo fondato il gruppo de I Dolomitici e assieme a loro ho iniziato un
percorso formativo: visite aziendali, incontri di approfondimento su viticoltura e
vinificazione e ci siamo continuamente confrontati tra di noi, anche se all’interno del
gruppo rimangono posizioni e filosofie di vinificazione molto diverse. Abbiamo organizzato
corsi di biodinamica con Paolo Pistis ed Adriano Zago, abbiamo seguito un seminario con
Alex Podolinsky (uno degli incontri più stimolanti), incontri di viticoltura e sistemi di difesa
tramite incontri con Enzo Mescalchin e Luisa Mattedi.